Capitolo 38
la luna. Lui stava sorridendo perché lui sentì in qualche modo quello, fuori del naufragio,
l'amicizia era stata salvata.
CAPITOLO XII
Il paese attraverso il quale loro viaggiarono era familiarizzato a Lewis, tedioso
all'estraneo. Sabbi, erba sparsa, e spina-alberi; spina-alberi e
sabbi, era la loro porzione quotidiana. Il sole abbattè e su. Loro viaggiarono
ore lunghi da notte, sempre meno da giorno. Loro parlarono poco, per notte
ha un modo di sigillare i labbra di quelli che viaggiano la sua ala sotto.
Acqua era scarsa. Il giorno prima di quello sul quale loro sperarono di fare il
fiume, un forzato marzo li portò ad una certa acqua-buco. Il
estraneo, Lewis, e la guida arrivarono lontano avanti a lui del
pacco-treno. L'acqua-buco era asciutta. Loro avevano sete. Loro spinsero su a
una piccola casa di fango un modo corto via la pista. L'estraneo guardò su come
loro si avvicinarono.
"Pensa che starà in piedi fino a noi arrivi là?" lui chiese.
Lewis sorrise. La casa stava inclinandosi in tre direzioni. Il peso di
il suo tetto affiancato minacciò ad alcun momento per schiacciare la lungo-sofferenza
muri alla terra. A quell'angolo sostenne un grande vaso di terra, ed accanto a
il vaso una vecchia strega. Lei contenne una zucca ai suoi labbra. Su della paglia nel
ombra della grondaia era una gallina di setting.
"Auntie", Lewis chiamato che "noi abbiamo sete. Ci dia acqua."
La vecchia donna girò e li fissò. La sua faccia, tutti ma i suoi occhi erano
demolito come la sua casa. I suoi occhi neri, brillante e forando,
spleso fuori della rovina.
"Io non ho acqua per thee per bere, mio bel figlio" lei rispose.
"Spudorato!" Lewis pianto. "Dost tu thyself della bibita e nega il
viaggiatore?"
"Eh, eh!" chiocciato la vecchia donna. "Tu wouldst dividono la mia zucca? Poi
beva, per lingua di thy non è così bella come faccia di thy." Lei contenne sul
zucca a Lewis in ambo sue mani. Lui lo prese da lei e lo passò a
l'estraneo.
L'estraneo fece una smorfia, ma centellinò l'acqua. Poi lui zucca di flung