Capitolo 45
fortuna."
"Gli detto la Sua fortuna, faceva? Io pensai che io stavo fallendo qualche cosa quando
Io russai via le ore invece di parlare con quella brillante vecchia signora.
Le fortune sono cose sciocche. Ricorda quello che lei gli disse?"
"Sì", Lewis detto, "io penso che io ricordo ogni parola. Lei disse, 'il Bambino di
ami arte tu. A nascita di thy madre di thy affittata a pezzi era, per tu il wert
concepito troppo vicino il cuore----'"
"Si fermi!"
Lewis guardò su. La faccia di suo padre era livida. Il suo heaved del seno come
sebbene lui ansò per aria. Poi lui strinse i suoi pugni. Lewis vide il
vene sulla sua fronte gonfiano come lui lottò per autocontrollo. Lui calmò
lui intenzionalmente; poi lentamente lui lasciò cadere la sua faccia nelle sue mani.
"Del giorno", lui disse in una voce così minimo che Lewis non potrebbe sentire proprio il
parole, "io gli dirò di Sua madre. Non ora."
Sia malinconico, come una presenza tangibile, riempì la macchina. Pigiò in giù su
Lewis. Lui lo sentì, ma nel suo cuore lui seppe che per lui il giorno era un
giorno contento. Il treno cominciò. Lui si inclinò lontano fuori di una finestra. La sera
brezza stava soffiando dall'est. Alle sue narici acute un svenimento venne
alito del mare. Quando lui disegnò di nuovo la sua testa in, lo scintillio che lui aveva
già imparato guardare per ritornava negli occhi di suo padre.
"Cosa odora, ragazzo?"
"Io odoro il mare", Lewis detto.
"Come sa? Quanti anni abbia quando Lei fece il Suo primo viaggio?"
"Non sa?"
Leighton si scosse la testa.
Lewis, mentre guardando a suo padre col chiedendosi occhi, pentì i parlati
domanda.
"Io avevo tre anni. Io suppongo che io ricordo l'odorato del mare,
sebbene sembra come se io non potessi possibilmente. Io ricordo l'imbuto del
piroscafo, tuttavia."
"Sembra come guardare di nuovo su una vita piuttosto separata, non lo fa?"
"Sì", Lewis detto, accennando col capo che "fa."
"Chiaramente fa, ed in quel fatto Lei ha il germe di un