Capitolo 50
più avviso che uomo con una barba ed una tappeto-borsa su Broadway; ma
la giustapposizione di elmo di midollo, una cosa ignoto in quelle parti, e
il cappello di cuoio piatto di contadino, ed il fatto del loro indossatori usurpare
i posti di due corrieri neri erano troppo per un figlio natio, vestì
nell'ultima maniera di Parigi.
"Tu, facchino", lui chiamato a Leighton, "una commissione per thee. Vada a recuperare mio
padre. Lui non fallirebbe questa vista."
"Cosa dice?" Leighton chiesto.
Lewis arrossì come persone si fermate ed aggiunse i loro occhi che brillano a quelli
della folla già raggruppata.
"Lui La chiama un facchino, ed offre Lei recupera suo padre per vedere la vista."
"Chieda a lui", disse Leighton, calmamente "possono io lo so lui pensa chi è il suo
padre dei suoi corna?"
Lewis tradusse innocentemente abbastanza. La folla ansò, e poi ruggì
con risata. La gioventù in vestiti di Parigi girati imporpora con ira, scosse
la sua piccola canna a Leighton, e scoppia in lingua abusiva.
"Perché", Lewis pianto--"perché, quello che è la questione con lui?"
"Io sono sicuro io non so", Leighton detto, malinconicamente. "E proprio ora lui era
così onorato!"
Una portantina-sedia privata, sopportata da quattro neri splendidi, dondolati da ad una corsa.
Come passò, una delle sue tende di seta fu disegnata a parte e la faccia di un
donna, curioso vedere la ragione della folla, guardò fuori. La faccia era
chiaro bianco, blu-venato, rosso-labiato; sotto gli occhi neri ombre erano.
Un disdegni sorriso curvato i labbra rossi come gli occhi ombrosi precipitò su
Leighton e Lewis.
Leighton andò a tendere, come un cane da caccia in guinzaglio.
"Guardi, ragazzo!" lui pianse. "Un patrizio passa!"
La signora sentì, capì. Il sorriso che era mezzo-disdegno approfondì.
Lei inarcò leggermente, ma graziosamente. La tenda precipitò.
"Venga, ragazzo", Leighton detto "noi non possiamo sostenere quello. Andiamo a trovare un
sarto."
"Papà", Lewis detto la "sa? Lei inarcò."