Capitolo 18
e succour. Può malato divenga noi per soffrire che la fiducia nella quale Lei ha
la fede di spagnoli dovrebbe essere vana; e siccome noi siamo spagnoli, e
di buona qualità--per qui quell'asserzione che apparirebbe altrimenti
arrogante, diviene indispensabile--sia assicurato che Lei riceverà tutti il
rispetto che è la Sua quota."
"Io La credo", rispose la signora; "ma, ciononostante, mi dica, io prego
Lei, come questo sombrero ricco entrò in possesso Suo, e dove è suo
proprietario? chi non è meno un personaggio che il d'Este di Alfonso, Duca di Ferrara."
Poi Don Juan, che è probabile che lui non tenga la signora più lungo in ansia,
riferito a lei come lui aveva trovato il cappello nel mezzo di un combattimento, in
quale lui aveva preso la parte di un gentiluomo che, da quello che lei aveva detto,
lui ora non poteva dubitare essere il Duca di Ferrara. Lui ulteriore le disse
come, avendo perso il suo proprio cappello nel conflitto, il gentiluomo aveva atteso
lui tiene quello sul quale lui aveva scelto, e quale appartenne, come lui disse, ad un
persona non ignoto; che né il cavaliere né lui, avevano ricevuto
alcuno ferì; e che, finalmente, i certi amici o servitori del primo
era arrivato, quando ora era creduto che colui che fosse il duca aveva richiesto
Don Juan per lasciarlo in quel luogo, dove lui desiderò per certo
ragioni di rimanere.
"Questo, signora", Don Juan concluso "è la storia intera della maniera
in che il cappello venne nel mio possesso; e per suo padrone che Lei
supponga essere il Duca di Ferrara, non è un'ora da quando io lo lasciai in
sicurezza perfetta. Lasci che questa vera narrazione basti confortarLa, da allora
Lei è ansioso per essere assicurato che il Duca è incolume."
A questo la signora fece risposta "Che Lei, gentiluomini può sapere quanto
ragioni io devo chiedere per il duca, e se io ho bisogno sia ansioso per
la sua sicurezza, ascolti nella Sua svolta con attenzione, ed io riferirò quello che io
non sappia ancora se io devo chiamare la mia infelice storia."