Capitolo 22
"Io non riferirò a Lei, Signors (per quello protrarrebbe superfluamente
la mia storia), i vari stratagemmi ed invenzioni da che il duca e
io, alla fine di due anni fui abilitato a lungo per provocare
quell'unione, il nostro desiderio per che aveva ricevuto nascita a quelli nozze.
Nessune guardie, né isolamento, né rimostranze, né diligenza umana di
alcun genere, bastato per impedirgli e noi finalmente fummo fatti uno; per
senza la sanzione dovuto al mio honour, Alfonso non avrebbe certamente,
prevalso. Io posso fain l'hanno avuto pubblicamente esigere la mia mano da mio
fratello che non l'avrebbe rifiutato; né può il duca ha avuto a
si scusi di fronte al mondo come a qualsiasi ineguaglianza nel nostro matrimonio,
fin dalla corsa del Bentivogli è in nessuna maniera inferiore a quello di
Este; ma le ragioni che lui diede per non fare come io desiderai apparso
a me sufficiente, ed io soffrii di loro per prevalere.
"Le visite del duca furono fatte attraverso l'intervento di un servitore,
su chi i suoi regali avevano più influenza che era costante col
reposed di fiducia in lei da mio fratello. Dopo che un tempo che io ho percepito che io
stava quasi per divenire una madre, e fingendo malattia e spiriti bassi, io
prevalso su Lorenzo per permettermi per visitare il cugino a cui il matrimonio
era che io vidi il duca prima; Io informai poi il secondo di mio
situazione, facendogli anche sapere il pericolo nel quale fu messa la mia vita
da quel sospetto della verità che io non potevo ma temo quel Lorenzo
eventualmente deve intrattenere.
"Fu stato d'accordo poi tra noi, che quando il tempo per il mio travaglio disegnò
vicino, il duca dovrebbe venire, con certo dei suoi amici, e mi prende a
Ferrara, dove il nostro matrimonio dovrebbe essere celebrato pubblicamente. Questo era il
notte sulla quale io sarei partito, ed io stavo aspettando l'arrivo di
Alfonso, quando io sentii mio fratello passare la porta con molto altro
persone, tutti armarono, come io potessi sentire, dal rumore delle loro arma. Il