Capitolo 28
silenzio di interruzione.
"Spagnolo" di Signor, lui disse, "io sono Lorenzo Bentivoglio; se non del
più ricco, ancora di una delle più importanti famiglie che appartengono a questo
città; e se questo sembra come vantarsi di me, la notorietà del
fatto può servire come la mia scusa per chiamarlo. Io fui lasciato un orfano molti
anni fin da, ed alla mia difesa una sorella, così bello fu andata via,
che se lei quasi non fosse connessa con me, è probabile che io descriva forse
suo in termini che, mentre è probabile che loro sembrino esagerato, non ancora da
alcuni mezzi fanno la giustizia alle sue attrazioni. Il mio honour che è molto caro a
io, e lei che è molto giovane, così come bello, io presi del tutto possibile
desideri proteggerla a tutti i punti; ma le mie migliori precauzioni hanno provò
vano; la stesso-volontà di Cornelia, per quell'il suo nome è, ha reso tutti
inutile. In una parola, e non stancarLa--per questa storia diverrebbe un
lungo one,--io voglio ma gli dico, che il Duca di Ferrara, Alfonso
d'Este, mentre vincendo gli occhi di Argus da quelli di una lince, ha reso
tutte le mie cure vano, portando via mia sorella la notte scorsa dalla casa
di una della nostra parentela; e si dice anche che lei già è divenuta un
madre.
"La sfortuna di casa nostra fu fatta nota a me la notte scorsa, ed io
immediatamente si mise sull'orologio; no, io incontrai ed uguaglio attaccato
Alfonso, spada disponibile; ma lui era succoured nella buona durata da dell'angelo,
chi non mi permetterebbero per cancellare nel suo sangue la macchia lui ha messo su
io. La mia relazione mi ha detto, (e è da lei io ho sentito tutti,) quello
il duca ingannò mia sorella, sotto una promessa per fabbricarle sua moglie; ma
questo che io non credo, per, in rispetto per presentare stazione e ricchezza,
il matrimonio non sarebbe uguale, anche se, in punto di sangue, tutti il
mondo sa come nobile è i Bentivogli di Bologna. Quello che io temo è,
che il duca ha fatto, quello che è ma troppo facile quando un grande e potente