Capitolo 33
di suo proprio, quale, sebbene decorò riccamente, era almeno ugualmente
efficace. Cornelia pentì molto che loro non avrebbero accettato quelli
lei offrì, ma lei fu costretta per sottoporre.
La donna di casa ora fu informata della partenza dei suoi padroni,
sebbene non della loro destinazione, o dello scopo per il quale loro andarono.
Lei promise di prendersi la massima cura della signora cui nome che lei non faceva
sappia, e sicuro i suoi padroni che lei sarebbe così attenta come a
impedisca alla sua sofferenza in alcuna maniera della loro assenza.
Prima la mattina seguente Lorenzo era alla porta, dove lui trovò Don
Juan pronto. I secondi avevano presunto un vestito viaggiante, col ricco
sombrero presentato dal duca, e quale lui aveva adornato con nero e
penne di giallo, mettendo su una copertura nera il nastro di brillanti. Lui
andato a prendere permesso di Cornelia che, sapendo che suo fratello era vicino,
precipitò in un'agonia di terrore, e non poteva dire una parola ai due
amici che stavano offrendo il suo addio. Don Juan andò fuori il primo, e
Lorenzo accompagnato oltre i muri della città, dove loro fondarono loro
servitori che aspettano coi cavalli in un giardino pensionato. Loro montarono, cavalcò
su prima, ed i servitori guidarono i loro padroni nella direzione di
Ferrara da modi ma piccolo saputo. Don Antonio seguì su un pony basso,
e con tale cambio di ornamento come bastato per travestirlo; ma
immaginando che loro lo riguardarono con sospetto, specialmente Lorenzo, lui
determinato intraprendere la strada pubblica, e riunisce il suo amico in Ferrara,
dove era sicuro per trovarlo con lui ma la piccola difficoltà.
Gli spagnoli avuti ottennero appena in modo chiaro della città prima che Cornelia aveva
confidò la sua storia intera alla donna di casa, mentre informandola che il
infante appartenne a lei ed al Duca di Ferrara, e facendola
informò con tutti che sono stati riferiti, mentre non celando da lei quello
il viaggio fatto dai suoi padroni era a Ferrara, o che loro andarono