Capitolo 40
suo, od ottenere dell'indizio alla sua ritirata, ma io non sono stato capace a
impari qualsiasi cosa."
"In quel caso", Don Juan sospeso, "se Cornelia ed il suo bambino fossero
apparire, Lei ora non rifiuterebbe di ammettere che il primo è Suo
moglie, ed il secondo Suo figlio?"
"Certamente non", rispose il duca; "per se io mi valuto su essere un
gentiluomo, ancora più estremamente io apprezzo il titolo di Cristiano.
Cornelia, inoltre, è uno che bene merita di essere padrona di un regno.
La faccia ma venga, e se mia madre vive o muore, il mondo può
sappia che io mantengo la mia fede, e che la mia parola, determinato in privato,
sia riscattato pubblicamente."
"E quello che Lei ora ha detto a me Lei è disposto a ripetere a Suo
fratello, Signor Lorenzo?" Don Juan chiesto.
"Il mio unico rammarico è", esclamò il duca "che lui non ha prima lungo
conosciuto la verità."
Sentendo questo, Don Juan fece segnale a Lorenzo che lui dovrebbe congiungerli,
quale lui faceva, mentre smontando dal suo cavallo e procedendo verso il luogo
dove i suoi amici stettero in piedi, ma lontano dallo sperare nelle buone notizie che
l'atteso.
Il duca avanzò riceverlo con braccio aperte, e la prima parola lui
emesso era chiamarlo fratello. Lorenzo seppe appena come rispondere ad un
ricevimento così cortese ed un saluto così affettuoso. Lui stette in piedi
stupito, e prima che lui potesse emettere una parola, Don Juan disse a lui, "Il
duca, Signor Lorenzo è ma troppo felice di ammetta la sua affezione per Suo
sorella, la Signora Cornelia; e, alla stessa durata, lui l'assicura, quello
lei è la sua consorte legittima. Questo, come lui ora glielo dice, lui la volontà
affermi pubblicamente di fronte a tutto il mondo, quando il momento per fare così ha
arrivato. Lui confessa, inoltre, che lui propose di rimuoverla da
la casa di suo cugino delle notti fin da, intendendo di prenderla a
Ferrara, là attendere il tempo corretto per le loro promesse di matrimonio pubbliche,