Capitolo 46
Lorenzo che ora era entrato nella stanza afferrò adiratamente via il foglio
ed esposto ancora vedere una donna giovane e malato-guardando che la nascose
affronti nelle sue mani per la vergogna, mentre il suo vestito che la servì invece
di un cuscino, sufficientemente provò che lei fosse della naufraga povera.
Il duca chiese a lei, era vero il suo nome Cornelia era? Era, lei
risposto--aggiungendo, che lei aveva genitori molto decenti nella città, ma quello
nessuno potrebbe avventurarsi dire, "Di questa acqua io non berrò mai."
Il duca fu confuso così da tutti che lui ha visto, che lui pressocché fu inclinato
pensare gli spagnoli stava facendo un sciocco di lui; ma, non incoraggiare
così angoscioso un sospetto, lui girò via senza dire una parola. Lorenzo
lo seguito; loro montarono i loro cavalli e cavalcò via, mentre lasciando Don Juan
e Don Antonio anche più stupito e costernò che lui.
I due amici ora determinarono non lasciare mezzi non provati, possibile o
impossibile, scoprire la ritirata della Signora Cornelia, e convince
il duca della loro sincerità ed uprightness. Loro congedarono Santisteban
per la sua cattiva condotta, e risultò i Cornelia indegni della casa.
Don Juan ricordò poi che loro avevano trascurato descrivere al duca
quelli gioielli ricchi dove Cornelia portò le sue reliquie, con l'agnus
lei aveva proposto a loro; e loro andarono fuori proponendo di menzionare quello
circostanza, così come provare ad Alfonso che la signora, davvero era stata
nella loro cura, e che se lei ora fosse scomparsa, non era da alcuno
colpa del loro.
Loro si aspettarono di trovare il duca nella casa di Lorenzo; ma il secondo
li informò che Alfonso era stato costretto per lasciare Bologna, ed aveva
ritornato a Ferrara, dopo avendo commesso la ricerca per Cornelia al suo
cura. Gli amici che gli hanno detto quello che li aveva portati, Lorenzo assicurò
loro che il duca fu convinto perfettamente della loro rettitudine nel
si importi, mentre aggiungendo, che loro ambo attribuirono il volo di Cornelia a lei
grande paura, ma sperò, e non dubitò, quel Cielo la permetterebbe