Capitolo 48
era in conversazione col Duca, e non poteva essere avvicinatosi. Alfonso
stava dicendo nel frattempo a lui, "io vengo a Lei, mio padre pieno di tristezza,
e non andrà all'a-giorno di Ferrara, ma rimane il Suo ospite; dia ordini
per tutti i miei compagni per procedere alla città, e non lasciò nessuno rimanere con
io ma Fabio."
Il prete andò a dare di conseguenza direzioni, come anche vedere che il suo
i propri servitori fecero preparazioni dovute; e Cornelia fondò poi un
l'opportunità per parlargli. Lei prese le sue due mani e detto, "Ah,
mio padre, ed il caro signore, per cosa è venuto il duca? per l'amore di Dio
veda quello che può essere fatto per salvarmi! Io La prego, cerchi di scoprire quello che lui
propone. Come un amico, faccia per me qualunque cosa sembrerà migliore a Suo
la prudenza e la grande saggezza."
Il prete rispose, "Duca che Alfonso è entrato a me in tristezza profonda, ma
su a questo momento lui non mi ha detto la causa. Cosa io L'avrei
ora faccia è vestire questo infante con la grande cura, lo porsi tutti i gioielli
Lei ha con Lei, più specialmente come Lei ha potuto ricevere da
il duca lui; lasci il resto a me, ed io ha sperare che Cielo sia
circa accordarci un giorno felice." Cornelia abbracciò il buon uomo, e
baciato la sua mano, e poi andò in pensione a vestire ed adornare il bambino, come lui aveva
desiderato.
Il prete, nel frattempo ritornò per intrattenere il duca con conversazione
mentre la sua gente stavano preparando il loro pasto; e nel corso di loro
colloquio che lui ha chiesto se è probabile che lui si avventuri chiedere a lui l'il causa di sua
dolore, siccome era facile vedere alla distanza di una lega che,
qualche cosa gli diede dolore.
"Generi", rispose il duca, "è vero che la tristezza del cuore
aumenti alla faccia, e negli occhi la storia di quello può essere letta che
passaggi nell'anima; ma per il presente io non posso confidare la causa di mio
si addolori ad alcuno uno."
"Poi noi non parleremo di lui ulteriore, il mio duca" di signore, rispose il