Capitolo 52
contentezza nella sua faccia, al loro grande dolore e delusione. Offrendo
loro siano fatti sedere, Alfonso stesso si sedette, e così indirizzò Lorenzo:--
"Lei sa bene, Signor Lorenzo Bentivoglio che io non ho ingannato mai Suo
sorella, come la mia coscienza e Cielo stesso può sopportare testimone; Lei sa
anche la diligenza con la quale io l'ho cercata, e l'augurio che io ho
feltro per avere il mio matrimonio con lei celebrò pubblicamente. Ma lei non è
sia trovato, e la mia parola non può così considerato impegnò ad eternamente un
ombra. Io sono un giovane, e non è così _blase_ come lasciare ungathered
tali piaceri come io trovo sul mio percorso. Prima che io mai avevo visto Cornelia io
aveva dato la mia promessa ad una ragazza di contadino di questo villaggio, ma che io ero
tentò di abbandonare dai fascini superiori di Cornelia, mentre dando therein un
la grande prova del mio amore per il secondo, in sfida della voce di mio
coscienza. Ora, perciò, siccome nessuno può sposarsi una donna che non fa
appaia, e non è ragionevole che un uomo dovrebbe correre dopo eternamente un
moglie che l'abbandona, affinché non lui dovrebbe prendere alle sue braccio uno che aborriscono
lui, io posso Lei ha considera, Signor Lorenzo, se io posso darLa
alcuna ulteriore soddisfazione per un affronto che non fu inteso mai di essere
uno; ed ulteriore, io posso Lei mi ha dà il Suo permesso per portare a termine
la mia prima promessa, e solennizza il mio matrimonio con la ragazza di contadino che
ora è in questa casa."
Mentre il duca parlò questo, il cambio frequente di Lorenzo di colour ed il
difficoltà con la quale lui si costrinse a trattenere il suo posto, diede
prova manifesta che rabbia stava prendendo possesso di tutti i suoi sensi. Il
gli stessi sentimenti agitarono Don Antonio e Don Juan che non furono risolti
permettere il duca per adempiere la sua intenzione, anche se loro dovessero essere
costretto impedirgli spogliandolo della vita. Alfonso, leggendo questi
risoluzioni nelle loro facce, ricapitolò: "Endeavour per calmarsi, Signor