Capitolo 54
Lorenzo, lui disse, "Signor e fratello, riceva Suo nipote, mio figlio e
veda se esso per favore Lei per dare permesso per il pubblico
solemnisation del mio matrimonio con questa ragazza di contadino--il solamente uno a
chi mi mai è stato fidanzato."
Ripetere le repliche di Lorenzo non sarebbe mai fare una fine, ed il
piuttosto se a questi noi aggiungessimo le domande di Don Juan, i commenti di
Don Antonio, le espressioni di delizia emesse dal prete il
allietandosi di Sulpicia, la soddisfazione della donna di casa che aveva fatto
lei il consigliere di Cornelia, le esclamazioni della balia e
lo stupore di Fabio, con la felicità generale di tutti.
La cerimonia di matrimonio fu compiuta dal buon prete, e Don Juan il de
Gamboa diede via la sposa; ma fu stato d'accordo fra le feste che
questo matrimonio dovrebbe essere tenuto anche segreto, finché lui conobbe il risultato di
la malattia sotto la quale stava lavorando la duchessa-vedova nobile; per il
presente, perciò che è stato determinato che Cornelia dovrebbe ritornare
Bologna con suo fratello. Tutti erano fatti così come fu d'accordo su; e quando il
duchessa-vedova nobile morì, Cornelia fece il suo ingresso in Ferrara, mentre allietandosi
gli occhi di tutti che la videro: le erbacce di lutto furono scambiate per
accappatoi festivi, le due donne di casa furono arricchite, e Sulpicia era
si sposato a Fabio. Per Don Antonio e Don Juan, loro sufficientemente erano,
ricompensato dai servizi che loro avevano reso al duca che li offrì
due dei suoi cugini in matrimonio, con doti ricche. Ma loro risposero,
che i gentiluomini della nazione di Biscayan si sposarono in in gran parte
loro proprio paese; perché, non perché loro disprezzarono così honourable un
offra che non era possibile ma che è probabile che loro non partano da un
costume così lodabile, loro furono costretti per declinare quell'illustre
alleanza, ed il piuttosto come loro ancora erano soggetto alla volontà di loro
genitori che avevano più probabilmente, già l'affianced loro.
Il duca ammise la validità delle loro scuse, ma, giovandosi a