Capitolo 91
non L'implori perdonare quello che è passato, e si comporti a Lei come mite e come
umili come un agnello."
"Dalla mia fede", Monipodio osservato, "il briccone codardo non entrerà
queste porte finché lui ha costituito la piena riparazione l'offesa che lui ha
commesso. Come sfidi lui posò una mano su Cariharta povero che per la pulizia
ed industria è un fiammifero per Gananciosa stessa, e quello sta dicendo
tutto."
"Ahimè! Senor Monipodio", Juliana risposto non parlino "per favore anche
severamente dell'individuo misero; per, duro come lui è, io non posso ma amore
lui come io faccio le molte pieghe del mio cuore; e le parole parlate nel suo
conto dal mio amico Gananciosa ha ripristinato l'anima al mio corpo. Di un
verità, se io consultassi solamente miei propri auguri, io dovrei andare questo momento e
lo cerchi."
"No, no", Gananciosa risposto, "Lei non farà così dal mio consiglio; per a
faccia quello lo farebbe orgoglioso; lui lo penserebbe troppo di, e
farebbe esperimenti su Lei come su un corpo morto. Tenga quiete, sorella,
ed in una durata corta Lei lo vedrà qui pentito, come ho detto io; e
se non, noi scriveremo versi su lui quello lo farà ruggire con ira."
"Ci permetta di scrivere da tutti i mezzi", Juliana ritornato "per io ho milli
cose per dire a lui."
"Ed io sarò il Suo segretario, se bisogno è", Monipodio riunito, "per
anche se io non sia poeta, ancora un uomo ha ma piegare sulle il maniche di sue
camicia, messa bene lavorare e lui può spegnere un paio di milli versi
nell'il addentare di un paio di forbici. Inoltre, se le rime non devono
venga così prontamente come uno desidererebbe, io ho una chiusura di amico da, un barbiere,
chi è un grande poeta, ed aggiusterà sulle fini dei versi ad un
l'avviso di ora. Comunque, attualmente ci lasci andare a finire il nostro pasto; tutti il
resto può essere fatto dopo."
Juliana non era non disposto per rispettarla superiore, così loro tutti precipitarono
di nuovo all'O-essere-gioioso con così molto avviamento che loro hanno visto presto il