Capitolo 12
alterando i nomi delle divinità Latine in gutturals teutonico."
"Il paese stesso vedrà a quello. Noi abbiamo la paura delle nazioni
arrotondi circa nei nostri occhi", severamente Chrysler detto; poi lui aggiunse: "Io ho
mai non La saputo così come io desidero, Haviland. Lei parla di questo lavoro come
se Lei ne avesse del sistema definito, mentre tutte le nozioni che io mai ho
incontrato o formò di tale cosa è stato parziale o vago."
Chamilly stette in piedi su ed i firelight splesero brillantemente e leggermente sul suo
guancia allineata il testo; i ritratti scuri sui muri sembrarono guardare fuori su
lui come se loro vivessero, e la statua di Apollo per sorgere ed associare suo
la dignità col suo.
"Io _have_ un sistema", lui disse. "Io pressocché ho voglia di dire una commissione di
rivelazione. La ragione, signore perché io chiesi a Lei ecco che Lei, mio
amico venerato, capirebbe le mie idee e simpatizzerebbe con loro,
e mi aiuta."
Lui esitò.
"Io chiederò a Lei di leggere un manoscritto del quale Lei troverà i primi
mezzo nella Sua stanza. Il resto non è scritto ancora"
Pierre, il maggiordomo trasse caffè e loro parlarono più quietamente di
altri soggetti.
CAPITOLO IV.
IL MANOSCRITTO.
"Quando giallo-chiuse e cristallo-guardò,
Io il dreamed boschi verdi fra
* * * * *
O, poi la terra era giovane"
--ISABELLA VALANCEY CRAWFORD.
Quando Chrysler salì al suo bedchamber lui trovò il seguente su un
proponga tra due candele:--
LIBRO DI ENTUSIASMI.
_Narrative del d'Argentenaye di Chamilly Haviland_.
Alla Scuola dei Frati a Dormilliere, correndo con compagni di gioco allegri
circa il terreno di gioco ombroso, o glibly che recita a memoria "Paters" frequente e
"Ave Marias", le altre idee sulla vita scarso mai digitò la mia testa; coltivi uno
giorno che mio padre ha parlato, fuori del suo silenzio calmo, a mia nonna; e
con l'ultima delle sue due o tre frasi, "io non lo destino per un