Robert W. (Robert William) Chambers
Capitolo 23
l'orlato in fra i palmi e fontane e siepi di cremisi
ibisco; di nuovo il crepuscolo crebbe gaio con voci e l'armonica superiore che canta
di violini; di nuovo il profumo soffocante di fiori, troppo dolce e
penetrando per l'unacclimated, filtrò attraverso ed attraverso lui, fino a
il suo alito venne disugualmente, e gli odori spessi mescolarono in lui strano
sensi di aspettazione, affrettandosi con suo pulsa ad una profezia improvvisa.
Ed allo stesso istante lui vide la ragazza di chi che lui stava pensando.
Lei era sull'orlo di un gruppo di metà una dozzina o più uomini in sera
vesta, e donne in bianco annebbiato--già vicino a lui--così vicino che il
roba fragile della sua gonna lo spazzolò, ed il sottile, aroma fresco di lei
sembrò toccare la sua guancia come un alito come lei passò.
"Calypso", lui bisbigliò, appena consapevole che lui parlò ad alta voce.
Una svolta rapida della sua testa, occhi che hanno guardato in modo assente nel suo e lei aveva
passato.
Un realisation improvviso del suo cattivo manners lasciò i suoi orecchi formicolando. Quello che su
terra l'aveva incitato a parlare? Che rilasciamento momentaneo aveva permesso
lui un affronto ad una giovane ragazza cui atteggiamento verso lui quella mattina
era stato così ammirabile?
Mortificato, lui girò di nuovo cercare alcuni circondando percorso attraverso il denso
si accalchi avanti; ed era consapevole, nell'oscurità, di una figura ombrosa
digitando l'arbour del gelsomino. E sebbene i suoi occhi ancora furono confusi da
la luce di lanterna lui la seppe di nuovo nel crepuscolo.
Come loro passarono lei disse il suo alito sotto: "Quell'era maleducato. Io sono
deluso."
Lui fece girare nelle sue piste; lei girò confrontarlo per un istante.
"Io sono solo una semplice bestia", lui disse. "Lei non mi perdonerà chiaramente."
"Lei aveva nessuno diritto dire quello che Lei faceva. Lei disse 'Calypso'--e io devo
non L'avere sentito.... Ma io facevo.... Mi dica; se io sono troppo generoso a