Capitolo 20
cominciato a battere lentamente ma violentemente, come un martello--uno! due! tre!
"Ci permetta di andare via!" lui disse, mentre tirando l'artista dalla sua manica.
"Aspetti un piccolo; mi permetta di finire."
Mentre l'artista e lo studente in medicina stavano finendo il quadrille,
evitare guardare alle donne, Vassilyev scrutò i musicisti. Un
vecchio uomo che rispettabile-guarda in spettacoli, piuttosto come Maresciallo Bazaine,
stava suonando il pianoforte; un giovane con una barba equa, vestì nel
più in ritardo foggi, stava suonando il violino. Il giovane aveva una faccia che
non sembri stupido né esausto, ma intelligente, giovane, e fresco.
Lui fu vestito fantasticamente e con gusto; lui giocò col sentendo. Era
un mistero come lui ed il vecchio uomo che rispettabile-guarda erano venuti qui. Come
era loro non avevano vergogna per sedere qui? A cosa stavano pensando
quando loro guardarono alle donne?
Se il violino ed il pianoforte fossero stati suonati da uomini in stracci, mentre guardando
affamato, oscuro, ubriaco, con facce dissipate o stupide, uno poteva poi,
ha capito la loro presenza, forse. Come era, Vassilyev non poteva
lo capisca affatto. Lui ricordò la storia dei precipitati donna che lui aveva
una volta legga, e lui ora pensò che quella figura di creatura umana col colpevole
sorriso non aveva niente in comune con quello che lui ora stava vedendo. Sembrò
lui che lui stava vedendo non precipitato donne, ma del mondo diverso completamente
separatamente, estrani a lui ed incomprensibile; se lui avesse visto questo mondo
prima sul palcoscenico, o lesse di lui in un libro, lui non avrebbe creduto
in lui....
La donna con lo scoppio di pelliccia bianco fuori ridendo di nuovo ed emise un
frase disgustosa in una voce forte. Un sentimento di disgusto prese possesso
di lui. Lui allineò il testo cremisi ed andò fuori della stanza.
"Aspetti un attimo, noi anche stiamo venendo!" l'artista gridò a lui.
IV
"Mentre noi stavamo ballando", detto lo studente in medicina, come loro tutti i tre