Capitolo 25
passers-da era bianco.
"E come inscatoli la caduta di neve in questa strada!" pensiero Vassilyev.
"La dannazione prende queste case!"
Le sue gambe sembravano stessero dando modo dalla fatica, semplicemente dall'avere corso
in giù i gradini; lui affannò come se lui stava scalando
in salita, il suo batticuore così rumorosamente che lui potesse sentirlo. Lui fu consumato
da un desiderio per uscire il più rapidamente possibile dalla strada ed andare
casa, ma anche più forte era il suo desiderio di aspettare i suoi compagni e
faccia un buco su loro il suo sentimento oppressivo.
C'era molto che lui non ha capito in queste case, le anime di
donne rovinate erano come prima un mistero a lui; ma era chiaro a lui
che la cosa era lontano peggiore che sarebbe potuto essere creduto. Se quello
donna peccaminosa che si era avvelenata fu chiamata precipitato, era
difficile da trovare un nome appropriato per tutti questi a che ora stavano ballando
questo groviglio di suono ed emettendo frasi lunghe, disgustose. Loro erano
non sulla strada rovinare, ma rovinò.
"C'è vizio", lui pensò, "ma nessuna coscienza di peccato né
la speranza della salvezza. Loro sono venduti e sono comprati, bagnò in vino e
abominazioni, mentre loro, come pecora sono stupidi, indifferenti, e non fa
capisca. Il mio Dio! Il mio Dio!"
Anche, era chiaro a lui che tutto quello che è chiamato la dignità umana,
diritti personali, l'immagine Divina e sembianza erano defiled a loro
molte fondazioni--"al molto midollo", come dicono ubriaconi--e quello non
solamente la strada e le donne stupide erano responsabili per lui.
Un gruppo di studenti, bianco con neve, lo passò ridendo e parlando
spensieratamente; uno, un individuo sottile ed alto si fermò, gettò uno sguardo nella faccia di Vassilyev,
e detto in una voce ubriaca:
"Uno di noi! Un po' su, il vecchio uomo? Aha-ha! Mai non badi, si diverta!
Non sia in giù-hearted, la vecchia screpolatura!"
Lui prese Vassilyev dalla spalla e pigiò il suo baffi bagnato e freddo
contro la sua guancia, lui scivolò poi, barcollò, e, sventolando ambo le mani,