Capitolo 33
Università."
E lui andò via. Vassilyev posò in giù sul letto e, ficcando la sua testa
sotto il cuscino, cominciò a piangere con agonia, ed il più liberamente le sue ferite lacere
fluito il più terribile la sua angoscia mentale divenne. Come cominciò ad ottenere
scuro, lui pensò alla notte tormentosa che l'attende, e fu superato
da una disperazione orribile. Lui vestì rapidamente, perse la sua stanza, e,
lasciando la sua porta spalancata, per nessun oggetto o ragiona, andò fuori nel
strada. Senza chiedere a lui dove lui dovrebbe andare, lui camminò rapidamente
lungo Strada di Sadovoy.
Neve stava precipitando come pesantemente come il giorno prima; stava sgelando. Ficcando
le sue mani nelle sue maniche, rabbrividendo e spaventò ai rumori,
al trambells, ed al passers-da, Vassilyev camminò lungo Sadovoy
Strada come lontano come Torre di Suharev; poi al Cancello Rosso; da là lui
si rivolto via a Strada di Basmannya. Lui andò in una taverna e bevve via
un grande vetro di vodka, ma quello non lo fece sentirsi bene. Quando lui
Razgulya arrivato che lui si è rivolto alla destra, e strode lungo strada di lato
in che lui non era stato mai prima in vita sua. Lui arrivò al vecchio ponte
da che lo Yauza corre gorgoglio, e da quale file lunghe possono vedere
di luci nelle finestre degli Alloggi Rossi. Distrarre suo spirituale
l'angoscia da della sensazione nuova o dell'altro dolore, Vassilyev, non intelligente
quello che fare, mentre piangendo e rabbrividendo, soppresse l'effetto di una modifica il suo greatcoat e giacca e
messo in mostra il suo torace nudo alla neve bagnata ed il vento. Ma quello non faceva
rimpicciolisca il suo soffrendo di uno. Poi lui curvò in giù sulla sbarra del
ponte e guardò in giù nel nero, Yauza con lievito, e lui bramò
immerga primo in giù testa; non dall'aborrire per la vita, non per la causa
di suicidio, ma per ferirsi almeno, e da un dolore a
allevi l'altro. Ma l'acqua nera, l'oscurità, le banche abbandonate
coperto con neve stava terrorizzando. Lui rabbrividì e camminò su. Lui camminò