Capitolo 54
tempo che noi siamo andati in bicicletta nel nostro cortile in giù il quale il vento era andato, e le grandi gocce di
pioggia stava picchiettando sull'erba e sui tetti. Non c'era un'anima
vicino la stalla.
Pyotr Sergeyitch stesso prese le briglie via, e condusse i cavalli a
le loro stalle. Io stetti in piedi nella via d'accesso che l'aspetta per finire, e
guardando le righe inclinate di pioggia; il dolciastro, profumo eccitante di
fieno era anche più forte qui che nei campi; le temporale-nubi ed il
pioggia gli fabbricò pressocché crepuscolo.
"Che incidente!" Pyotr Sergeyitch detto, venendo su a me dopo un molto forte
fragore di tuono rotolante quando sembrò come se il cielo fu diviso in
due. "Cosa dice a quello?"
Lui stette in piedi accanto a me nella via d'accesso e, ancora senza fiato da suo rapido
cavalchi, guardò a me. Io potrei vedere che lui stava ammirandomi.
"Natalya Vladimirovna", lui disse, "io darei solamente qualsiasi cosa per stare
qui un poco più lungo e guarda a Lei. Lei è la bella a-giorno."
I suoi occhi guardarono a me con delizia e supplica, la sua faccia era pallida.
Sulla sua barba e baffi stava brillando gocce di pioggia, e loro, anche,
sembrava stessero guardando a me con amore.
"Io L'amo", lui disse. "Io L'amo, ed io sono felice a vedendoLa. Io so
Lei non può essere mia moglie, ma io non voglio niente, io chiedo a nulla; solamente sappia quello
Io L'amo. Sia silenzioso, non mi risponda, non prenda nessun avviso di lui, ma solamente
sappia che Lei è caro a me e mi permise di guardare a Lei."
La sua estasi mi colpì anche; Io guardai alla sua faccia entusiasta, ascoltò
alla sua voce con la quale mescolò il picchietti della pioggia, e stette in piedi come
sebbene affascinato, incapace mescolare.
Io bramai continuare a guardando sconfinatamente ai suoi occhi che splendono ed ascoltare.
"Lei non dice niente, e quello è Pyotr Sergeyitch splendido", detto. "Segua
essendo silenzioso."
Io mi sentii felice. Io risi con delizia ed attraversai la pioggia che infradicia