Capitolo 74
"Ci sarà un'altra scossa in un minuto", dice il vecchio uomo. Ed il
convulso vibri, infatti, corra lungo il treno, c'è un
il grande suono ed i giovenchi precipitano di nuovo sull'un l'altro.
"È un lavoro!" dice Yasha, mentre ascoltando. "Il treno deve essere pesante. Sembra
non si muoverà."
"Non era prima pesante, ma ora ha trovò improvvisamente cattivo. No, mio
giovanotto, la guardia non è andata divide con lui, io mi aspetto. Vada e lo prenda
qualche cosa, o lui ci sballotterà fino a mattina."
Yasha impiega un tre-rublo nota dal vecchio uomo e salta fuori del
furgone. Il tonfo ottuso dei suoi passi pesanti echeggia fuori del furgone e
gradualmente muore via. Calma.... Nel prossimo furgone un giovenco emette un
"muggito" assoggettato e prolungato, come se stava cantando.
Yasha ritorna. Un dardi di vento di umidità freddi nel furgone.
"Chiuda la porta, Yasha, e noi andranno a letto", dice il vecchio uomo. "Perché
scotti una candela per nulla?"
Yasha trasporta la porta pesante; c'è un suono di un fischio, il motore
ed il treno mise via.
"Ha freddo", mormora il vecchio uomo, mentre stirandosi sul capo e
posando la sua testa su un fascio. "È molto diverso a casa! È caldo
e pulito e molle, e c'è stanza per dire le Sue preghiere, ma qui
noi siamo peggiori via che alcuni maiali. È quattro giorni e notti da quando io ho
preso via i miei stivali."
Yasha, mentre barcollando dallo sballottare del treno, apre la lanterna e
tabacchi fuori lo stoppino con le sue dita bagnate. I bagliori leggeri su, fischi
come un tegame che frigge e va fuori.
"Sì, il mio giovanotto", Malahin segue, come lui sente Yasha giace in giù accanto a lui
ed il giovane enorme indietro accalchi contro suo proprio, "ha freddo. Là
è un tiro da ogni fessura. Se Sua madre o Sua sorella fossero
dorma qui per una notte loro sarebbero morti da mattina. Là è, mio
giovanotto, Lei non studierebbe ed andrebbe al liceo come i Suoi fratelli, così
Lei deve prendere i bestiame bovino con Suo padre. È la Sua propria colpa, Lei ha