Capitolo 36
Debendra gaudente godè il favour di questa grande dea come
lungo come lui può, ma ancora lui non fu soddisfatto; lui procedè
adori un altro grande potere. Nella mano del suo servitore fu esposto
un numero di bottiglie paglia-coperte. Poi su quel bianco, molle, spazioso
letto, un oro-coloured stuoia che è posata, una spirito-bancarella fu messa
thereon, ed il tramonto-coloured dea liquida versò nel
caraffa che potere-dà. Un acrobata di taglio-vetro e brocca placcata servirono come
utensili per l'adorazione. Dalla cucina un nero, il brutto prete venne,
piatti caldi che nascono di carne di montone di arrosto e costolette per succedere di
i fiori sacri. Poi Debendra, come un adoratore affezionato si sedette
compiere i riti.
Poi venne ad una truppa di cantanti e musicisti, e concluse il
cerimonie con la loro musica e canzoni.
A lungo un giovane di sull'età di Debendra, di un placido
approvi, venne e sedette con lui. Questo era suo cugino, Surendra.
Surendra era in ogni rispetto l'opposto di Debendra, ancora il secondo
molto fu legato a suo cugino; lui tenne conto di nessuno nel mondo ma
lui. Ogni Surendra serale venne a vederlo, ma, temendo il vino, lui
siederebbe solamente alcuni minuti.
Quando tutti furono andati, Surendra chiese a Debendra, "Come è a-giorno?"
""Il corpo", Debendra risposto è il tempio di malattia."
"Specialmente", il Suo è detto suo cugino, "Abbia che Lei abbia la febbre a-giorno?"
"No"
"Il Suo fegato è fuori di ordine?"
"È come prima."
"Non sarebbe migliore frenarsi da questi eccessi?"
"Cosa, bevendo? Come parlerà spesso di quello? Vino è la mia costante
accompagni", Debendra detto.
"Ma perché dovrebbe essere?" Surendra risposto. "Vino non nacque con Lei;
Lei non può portarlo via con Lei. Molti lo rinunciano, perché non La deve
faccia così?"
"Cosa hanno io per guadagnare rinunciandolo? Quelli che hanno così alcuni
la felicità in prospettiva, e perciò lo rinuncia. Per me è nessuno
felicità."
"Poi salvare la Sua vita lo rinuncia."
"Quegli a chi la vita porta la felicità può rinunciare a vino; ma quello che ha io