Capitolo 58
Debendra, grandemente afflitto a perdendo il suo amico del uno, sedette del momento di entrata
pensiero pentito. A lungo lui disse: "Gli permetta di andare! in questo mondo che
cure per alcuno uno? Ognuno per lui!"
Riempendo poi il suo vetro lui bevve, e sotto l'influenza del
unga con grasso rapidamente il suo cuore divenne gioioso. Chiudendo i suoi occhi, lui cominciò
canti del doggerel cominciando--
"Il mio nome è Hira, la ragazza floreale."
Al momento una voce rispose da senza--
"Il mio nome è Hira Malini.
Lui sta parlando nelle sue tazze; Io non posso sopportare vederlo."
Debendra, mentre sentendo la voce, chiamò rumorosamente fuori "Che è Lei--un maschio
o spirito femmina?"
Poi, jingling i suoi braccialetti, lo spirito entrò e sedette in giù da
Debendra. Lo spirito fu coperto con un _sari_, braccialetti sulle sue braccio,
sul suo collo un fascino, ornamenti nei suoi orecchi catena di argento l'arrotonda
vita, sui suoi anelli di caviglie. Lei fu fiutata con attar.
Debendra tenne una luce vicino alla faccia dello spirito. Lui non seppe
suo.
Dolcemente lui disse "Che è? e da donde Lei venga?" Poi
tenendo la luce in un'altra direzione, lui chiese il "Cui spirito è
Lei?" Finalmente, trovando lui non poteva consolidarsi, lui disse, "Vada per
a-giorno; Io L'adorerò con torte e carne di capra nella notte
della luna scura."[10]
[Nota in calce 10: Alla durata della luna scura gli indù adorano Kalee e
i suoi spiriti di compagno.]
Poi lo spirito, ridendo, detto "È bene, _Boisnavi Didi_?"
"Buoni cieli!" detto il brillo, "è Lei un spirito del Datta
famiglia?" Dicendo così, lui contenne di nuovo la lampada vicino la sua faccia; trasportandolo
di qui e là ogni tondo, lui esaminò seriamente la donna. Finalmente,
gettando in giù la lampada, lui cominciò a cantare "Che è? Certamente io so
Lei. Dove L'ho visto?"
La donna rispose, "io sono Hira."
"Hurrà! Tre alla salute per Hira!" Esclamando così, l'uomo ubriaco
cominciato a saltare circa. Poi, appartamento cadente sul pavimento, lui salutò Hira,