Capitolo 79
violino e lo toccò con l'arco. "Dove Lei trovò questo
strumento?" lui chiese.
"Io lo comprai di un mendicante."
Debendra lo fece compiere un genere di accompagnamento alla sua voce, come lui
cantato della canzone in concordanza col suo umore.
Gli occhi di Hira splesero ancora più brillantemente. Per alcuni momenti lei dimenticò
stesso, li dimenticò la posizione di Debendra e proprio. Lei pensò, "Lui è il
marito, io sono la moglie; il Creatore, facendoci l'un per l'altro,
progettato tempo fa per portarci insieme, che noi è probabile che ambo godano
felicità." I pensieri del Hira infatuato trovarono espressione in
discorso. Debendra scoprì da lei mezzo-parlato parole che lei aveva
gli dato il suo cuore. Le parole non furono emesse proprio quando Hira
coscienza recuperata. Poi, con l'occhiata selvatica di un frenetico
creatura, lei esclamò, "Vada da casa mia!"
Stupito, disse Debendra, quello che è la questione, Hira?"
"Lei subito deve andare, o io posso."
"Perché mi guida via?" Debendra detto.
"Vada, vada, altro io chiamerò dell'uno. Perché dovrebbe distruggermi?"
"La natura di questa donna è?" Debendra chiesto.
Hira, adirato rispose: "La natura di donna non è cattiva. La natura
di tale uomo come Lei è molto cattivo. Lei non ha religione, Lei cura
nulla per il fato di altri; Lei va circa cercando solamente Suo proprio
si diletta, mentre pensando Lei può distruggere solamente che donna. Altrimenti, perché è
Lei che siede in casa mia? Non era esso il Suo disegno per afferrare mio
distruzione? Lei pensò che io fossi un courtezan, altro Lei non può
ha avuto la baldanza per sedere quaggiù. Ma io non sono un courtezan; Io sono
una donna povera, e vive da mio lavori. Io non ho agio per così cattivo
doings. Se io fossi stata la moglie di un uomo ricco, non posso dire io come avrebbe
stato."
Debendra aggrottò le ciglia.
Poi Hira ammorbidì; lei sembrò piena a Debendra e detto: "La vista
della Sua bellezza ed i Suoi regali mi ha fatto sciocco, ma Lei non è