Capitolo 2
solamente dalla Sua indifferenza. Io sono povero, la mia famiglia è grande, Lei può avere
nessun allettamento per sposarsi un uomo per che non può trovare anche cibo sufficiente
sua propria bocca.
MASHA. Non è quello. [Lei prende tabacco] Io sono toccato dalla Sua affezione,
ma io non posso ritornarlo, quello è tutto. [Lei gli offre la tabacco-scatola] Will
ne prende?
MEDVIEDENKO. No, grazie. [Una pausa.]
MASHA. L'aria è afosa; un temporale sta complottando per a-notte. Lei fa
nulla ma moralizzi altrimenti parli di soldi. A Lei, povertà è, il
più grande sfortuna che può succedere un uomo, ma io penso che è mille
tempi più facile andare implorando in stracci che a--Lei non capirebbe
che, tuttavia.
SORIN che si inclina su una canna, e TREPLIEFF entra.
SORIN. Per della ragione, il mio ragazzo, la vita di paese non mi va bene, ed io sono
sicuro io non si userà mai a lui. La notte scorsa io andai a letto alle dieci e
svegliò alle nove questa mattina, mentre sentendo come se, da dorma troppo, il mio cervello aveva
si conficcato al mio cranio. [Ridendo] Ed ancora io lasciai cadere accidentalmente via a
dorma di nuovo dopo cena, e senta improvvisamente su fatto a questo momento. È
come un incubo.
TREPLIEFF. C'è senza dubbio che Lei dovrebbe vivere in città. [Lui prende
avvisti di MASHA e MEDVIEDENKO] Lei sarà chiamato quando il dramma
comincia, i miei amici, ma Lei ora non deve stare qui. Vada via, per favore.
SORIN. Il Signorina Masha, voglia gentilmente Lei chiede a Suo padre di lasciare il cane
sciolto dalle catene? Ululò così la notte scorsa che mia sorella era incapace per dormire.
MASHA. Lei deve parlare a mio padre Lei. Per favore mi scusi; Io non posso
faccia così. [A MEDVIEDENKO] Venga, ci permetta di andare.
MEDVIEDENKO. Ci farà sapere quando il dramma comincia?
MASHA e MEDVIEDENKO vanno fuori.
SORIN. Io prevedo che quel cane ululerà di nuovo ogni notte. È
sempre così nel paese; Io non sono stato mai capace vivere come mi piace
qui. Io vengo in giù per la festa di un mese, rimanere e tutti, e è