Capitolo 25
non dimentichi per un istante che una storia non finita sta attendendomi. Mio
cadute di occhio su là quella nube che ha la forma di un grande pianoforte; IO
immediatamente faccia una nota mentale che io devo ricordare menzionare nella mia storia
una nube che sta a galla da quello sembrò un grande pianoforte. Io odoro eliotropio;
Io mormoro a me: un odorato malaticcio, il colour portato da vedove; Io devo
ricordi che per iscritto la mia prossima descrizione di una sera di estate. IO
prenda un'idea in ogni il frase di Sua o di mio proprio, e si affretta a
chiuda tutti questi tesori nella mia negozio-stanza letteraria, pensando che alcuni
giorno loro possono essere utili a me. Appena io fermo di lavorare io rivesto di vimini via a
il teatro o va pescando, nella speranza che io posso trovare oblio là,
ma no! Del soggetto nuovo per una storia è sicuro per venire rotolando attraverso mio
cervello come un ferro palla di cannone. Io sento il mio scrivania chiamando, e deve andare
indietro a lui e comincia a scrivere, scriva, scriva, ancora una volta. E così esso
va per eterno. Io non posso scapparmi, sebbene io sento che io sono
consumando la mia vita. Preparare il miele io alimento a folle ignote, io sono
condannato a spazzolare il fiore dai miei fiori prediletti, lacerarli da
i loro gambi, e calpesta le radici che li hanno annoiati sotto piede. È io non
un matto? Debba io non sia trattato da quelli che mi sanno mentalmente come uno
malato? Ancora è sempre gli stessi, la stessa vecchia storia coltivano io comincio
pensi che tutto questo encomio e l'ammirazione deve essere una falsità che io sono
essendo messo il paraocchi perché loro sanno che io sono matto, ed io qualche volta tremo
affinché non io dovrei essere afferrato da parte posteriore e dovrei essere cacciato via ad un lunatico
asilo. I migliori anni della mia gioventù furono fabbricati l'una agonia continua per me
dalla mia scrittura. Un giovane autore, specialmente se per prima lui non fa
un successo, si sente goffo, apprensivo, e superfluo nel mondo. Il suo