Capitolo 27
sia superato da un desiderio incontrollabile di scrivere. Ma io non solo sono
un pittore di panorami, io sono un uomo della città inoltre. Io amo mio
anche, paese e la sua gente; Io sento che, come un scrittore, è il mio dovere a
parli dei loro dolori, del loro futuro anche di scienza, delle destre
di uomo, e così avanti. Quindi io scrivo su ogni soggetto, ed i cane da caccia pubblici
io su tutti i lati, qualche volta in rabbia, ed io corro e scanso come una volpe
con un pacco di cane da caccia sulla sua pista. Io vedo vita e conoscenza aleggiando
via di fronte a me. Io sono andato via dietro a loro piace un contadino che ha fallito il suo
addestri ad una stazione, e finalmente io ritornare alla conclusione che tutti
Io sono appropriato per è descrivere panorami, e quello purchessia altro io tento
anelli obbrobriosamente falso.
NINA. Lei lavora troppo duro rendersi conto dell'importanza delle Sue scritture. Cosa
se Lei è scontentato con Lei? Ad altri Lei appare un grande e
uomo splendido. Se io fossi un scrittore come Lei io dovrei dedicare la mia vita intera
al servizio delle persone russe, sapendo alla stessa durata che
il loro welfare dipese dal loro potere per sorgere alle altezze io avevo
raggiunto, e le persone dovrebbero spedirmi di fronte a loro in un carro di
trionfo.
TRIGORIN. In un carro? Pensa che io Agamemnon è? [Loro ambo il sorriso.]
NINA. Per la beatitudine di essere un scrittore o un'attrice io potrei sopportare mancanza,
e disillusione, e l'odio dei miei amici, ed i tormenti di mio
la propria insoddisfazione con me; ma io dovrei richiedere in fama di ritorno,
vera, risonante fama! [Lei copre la sua faccia con le sue mani] Whew! Mio
bobine di testa!
LA VOCE DI ARKADINA. [Da nella casa] Boris! Boris!
TRIGORIN. Lei sta chiamandomi, probabilmente venire ed impaccare ma io non voglio
lasciare questo luogo. [I suoi occhi rimangono sul lago] Quello che un benedicendo così
la bellezza è!
NINA. Vede là quella casa, sul lontano la spiaggia?
TRIGORIN. Sì.
NINA. Quell'era alla casa della mia morta madre. Io nacqui là, e ha vissuto