Capitolo 30
va fuori.]
NINA. [Tenendo fuori la sua mano chiusa a TRIGORIN] È dispari o pari?
TRIGORIN. Anche.
NINA. [Con un sospiro] No, è dispari. Io avevo solamente uno pisello nella mia mano. IO
voluto vedere se io ero divenire un'attrice o non. Se solamente alcuni
uno mi consiglierebbe cosa per fare!
TRIGORIN. Uno non può dare consiglio in un caso come questo. [Una pausa.]
NINA. Noi divideremo presto, forse mai rincontrare. Mi dovrebbe piacere Lei
accettare questo piccolo medaglione come un ricordo di me. Io ho avuto Suo
iniziali incisero su lui, e su questo lato il nome di uno è di Suo
libri: "Giorni e notti."
TRIGORIN. Come dolce di Lei! [Lui bacia il medaglione] È un bello
presente.
NINA. Pensi a me qualche volta.
TRIGORIN. Io non La dimenticherò mai. Io La ricorderò sempre come io vidi
Lei quel brillante giorno--lo ricorda?--una settimana fa, quando Lei portò Suo
vestito leggero, e noi parlammo insieme, ed il gabbiano bianco posò sul
panca accanto a noi.
NINA. [Sovrappensiero] Sì, l'alcione. [Una pausa] Io L'imploro farmi
La veda per due minuti da solo prima che Lei va.
Lei va fuori alla sinistra. Allo stesso momento ARKADINA viene in dal
raddrizzi, seguì da SORIN in un cappotto lungo, coi suoi ordini sul suo seno,
e da JACOB che è imballaggio occupato.
ARKADINA. Stia qui a casa, Lei vecchio uomo povero. Come poteva Lei paga visite
con quell'il reumatismo di Suo? [A TRIGORIN] Chi lasciò proprio ora la stanza,
era Nina?
TRIGORIN. Sì.
ARKADINA. Io imploro il Suo perdono; Io ho paura noi L'interrompemmo. [Lei siede
in giù] Io penso tutto è impaccato. Io completamente sono esaurito.
TRIGORIN. [Leggendo l'iscrizione sul medaglione] "Giorni e notti,
pagina 121, fiancheggia 11 e 12."
JACOB. [Chiarendo la tavola] Comprimerò anche, il Suo signore di pesca-verghe?
TRIGORIN. Sì, io avrò bisogno di loro, ma Lei può dare via i miei libri.
JACOB. Molto bene, signore.
TRIGORIN. [A lui] Pagina 121, fiancheggia 11 e 12. [Ad ARKADINA] Abbia noi
i miei libri qui nella casa?