Capitolo 33
può camminare da solo.
MEDVIEDENKO. Caro io, che formalità! [Lui e SORIN vanno fuori.]
ARKADINA. Lui mi diede una paura terribile.
TREPLIEFF. Non è buono per lui per vivere nel paese. Madre, se Lei
sleghi una volta solamente Sue borsa-sequenze per, e gli presti milli
rubli! Lui potrebbe passare poi un anno intero in città.
ARKADINA. Io non ho soldi. Io sono un'attrice e non un banchiere. [Una pausa.]
TREPLIEFF. Per favore cambi la mia benda per me, madre Lei lo fa così dolcemente.
ARKADINA va all'armadio a muro e prese fuori una scatola di bende ed un
bottiglia di iodoform.
ARKADINA. Il dottore è in ritardo.
TREPLIEFF. Sì, lui promise di essere qui alle nove, ed ora è mezzogiorno
già.
ARKADINA. Si sieda. [Lei prende la benda via la sua testa] Lei guarda come se
Lei aveva un turbante su. Un estraneo che era nella cucina ieri chiese
a che nazionalità Lei appartenne. La Sua ferita pressocché è guarita. [Lei
baci la sua testa] Lei non sarà su ad alcuno più di questi trucchi sciocchi
di nuovo, La vuole, quando io sono andato?
TREPLIEFF. No, madre. Io facevo quell'in un momento della disperazione alienata, quando io
aveva perso su ogni controllo io. Non accadrà mai di nuovo. [Lui bacia
la sua mano] Il Suo tocco è dorato. Io ricordo quando Lei ancora stava agendo a
il Teatro Statale, tempo fa quando io ancora ero una piccola screpolatura, c'era un
lotti contro un giorno nella nostra corte, ed una lavandaia povera pressocché fu colpita
morte. Lei fu scelta su inconscio, e Lei l'allattò fino a lei era
bene, e bagnò i suoi bambini nel washtubs. L'ha dimenticato?
ARKADINA. Sì, completamente. [Lei porsi una benda nuova.]
TREPLIEFF. Due ballerini di balletto vissero nella stessa casa, e loro usarono
venga e beva caffè con Lei.
ARKADINA. Io ricordo quello.
TREPLIEFF. Loro erano molto pi. [Una pausa] Io L'amo di nuovo, questi durano
pochi giorni, come dolcemente e fiduciosamente come io facevo come un bambino. Io ho nessuno
ora mi lasciato ma Lei. Perché, perché Lei si permette di essere controllato da quello