Capitolo 39
[Lui va fuori.]
ARKADINA. Ciao, tutti! Noi rincontreremo la prossimo estate se noi viviamo.
[Il servitore di domestica, JACOB, ed il cuoco baciano la sua mano] Non mi dimentichi.
[Lei dà al cuoco un rublo] C'è un rublo per tutti i tre di Lei.
IL CUOCO. Grazie, padrona; un viaggio piacevole a Lei.
JACOB. Dio lo benedice, padrona.
SHAMRAEFF. Ci spedisca una linea per confortarci. [A TRIGORIN] Ciao, signore.
ARKADINA. Dove è Constantine? Gli dica io sto cominciando. Devo dire io
ciao a lui. [A JACOB] Io diedi al cuoco un rublo per tutti i tre di
Lei.
Tutti superano fuori la porta sulla destra. I resti scenici vuotano.
Suoni di addio sono sentiti. La domestica viene correndo di nuovo recuperare il
cesto di susine che sono state dimenticate. TRIGORIN ritorna.
TRIGORIN. Io avevo dimenticato la mia canna. Io penso che io lo lasciai sul terrazzo. [Lui
va verso la porta sulla destra ed incontra NINA che entra a quello
momento] È che Lei? Noi siamo di permesso.
NINA. Io seppi che noi dovremmo rincontrare. [Con emozione] Io sono venuto un
decisione irrevocabile, il dado è gettato: Io sto seguendo il palcoscenico. Io sono
abbandonando mio padre ed abbandonando tutto. Io sto cominciando di nuovo la vita.
Io sto andando, come Lei è, a Mosca. Noi incontreremo là.
TRIGORIN. [Gettando uno sguardo circa lui] Vada all'Albergo Slavianski Bazar. Impedimento
io so appena Lei arriva là. Io sarò alla Casa di Grosholski in
Strada di Moltchanofka. Io ora devo andare. [Una pausa.]
NINA. Solo uno più minuto!
TRIGORIN. [In una voce bassa] Lei è così bello! Che beatitudine per pensare
che io La vedrò di nuovo così presto! [Lei affonda sul suo seno] Io posso
veda di nuovo quegli occhi gloriosi, quello meraviglioso, ineffably sorriso tenero,
quelle caratteristiche gentili con la loro espressione di purezza angelica! Mio
caro! [Un bacio prolungato.]
La tenda precipita.
Due anni passano tra i terzo e quarto atti.
ATTO IV
Seduta-stanza di _A nella casa di SORIN nella quale è stata convertita un