Capitolo 4
accade se alcuno uno comincia a lodare Duse a lei! Lei deve essere da sola
lodato e scritto circa, delirò su, il suo marvellous che agisce in Dama di "La
aux che Camelias" ha celebrato ai cieli. Come lei non può trovare tutta quella spazzatura
nel paese, lei cresce irritabile ed attraversa, e pensa noi siamo tutti
contro lei, e biasimare per lui tutti. Lei è superstiziosa, anche. Lei
teme scottando tre candele, e paure il tredicesimo giorno del mese.
Poi lei è avara. Io so per un fatto che lei ha settanta mila
rubli in una banca ad Odessa, ma lei è pronta scoppiare in ferite lacere se Lei
chieda a lei di prestargli un penny.
SORIN. Lei l'ha preso nella Sua testa che Sua madre prova antipatia Suo
giochi, ed il pensiero di lui L'ha eccitato, e tutti. Mantenga la calma; Suo
madre L'adora.
TREPLIEFF. [Tirando un fiore a pezzi] Lei mi ama, non mi ama;
amori--non mi ama; amori--non mi ama! [Ridendo] Lei vede, lei
non mi ami, e perché deve lei? Le piace la vita ed amore e gaio
vestiti, ed io già ho venticinque anni; un promemoria sufficiente
a lei che lei non è più giovane. Quando io vado via lei è solamente
trenta-due, nella mia presenza lei ha quaranta-tre anni, e lei mi odia per
esso. Anche, lei sa che io disprezzo il palcoscenico moderno. Lei l'adora, e
immagina che lei sta lavorando su lui per il beneficio di umanità e lei
arte sacra, ma a me il teatro è soltanto il veicolo di convenzione
e pregiudizio. Quando la tenda sorge su quella piccola stanza tre-murata,
quando quelli geni possenti, quegli alto-preti di arte ci mostrano persone in
l'atto di mangiare, bevendo, amando, camminando, e portando i loro cappotti,
e tenta di estrarre un morale dal loro discorso insipido; quando drammaturghi
ci dia sotto milli sembianze diverse lo stesso, lo stesso, stesso vecchio
riempa, poi io devo necessità corse da lui, come Maupassant funzionò dall'Eiffel
Torre che stava quasi per schiacciarlo dalla sua volgarità.
SORIN. Ma noi non possiamo fare a meno di un teatro.
TREPLIEFF. No, ma noi dobbiamo averlo sotto una forma nuova. Se noi non possiamo fare