Capitolo 43
[Lui precipita silenzioso per un momento] Un bel affari che questo è! Qui io sono
pericolosamente malato, e Lei non mi darà anche alcuna medicina.
DORN. Cosa prescriverò per Lei? Tè di camomilla? Soda carbonato? Chinina?
SORIN. Non infligga di nuovo qualsiasi la discussione su me. [Lui accenna col capo
verso il sofà] Quel letto è per me?
PAULINA. Sì, per Lei, signore.
SORIN. Grazie.
DORN. [Canta] "La luna nuota di a-notte di cielo."
SORIN. Io darò a Constantine un'idea per una storia. Sarà
chiamato "L'Uomo Che Desiderò--il qui di L'Homme un voulu." Quando io ero giovane, io
desiderato divenire un autore; Io fallii. Io desiderai essere un oratore; Io parlo
obbrobriosamente, [Eccitandosi] con mio eterno "e tutti, e tutti,"
trascinando ogni frase su e su finché io rompo fuori in qualche volta un
sudore del tutto su. Io desiderai sposarmi, ed io non facevo; io desiderai vivere nel
città, e qui io sto finendo i miei giorni nel paese, e tutti.
DORN. Lei desiderò divenire Councillor Statali, e--Lei ha un anno!
SORIN. [Ridendo] io non tentai per quello, venne di suo proprio accordo.
DORN. Venga, Lei deve ammettere che è piccolo per cavillare alla vita a
sessanta-due anni maggiorenne.
SORIN. Lei è testardo! Non può vedere io voglio vivere?
DORN. Quello è futile. Natura ha comandato che ogni vita verrà
una fine.
SORIN. Lei parla come un uomo che è saziato con vita. La Sua sete per
è estinto, e così Lei è calmo ed indifferente, ma anche Lei temè
morte.
DORN. La paura di morte è una passione animale che deve essere superata.
Solamente quelli che credono in una vita futura e tremano per peccati commisero,
può temere logicamente morte; ma Lei, per una cosa non crede in un
vita futura, e per un altro, Lei non ha commesso peccati. Lei ha
servito come un Councillor per venticinqui anni che sono tutti.
SORIN. [Ridendo] Ventotto anni!
TREPLIEFF entra e si siede su un sgabello ai piedi di SORIN. MASHA ripara
i suoi occhi sulla sua faccia e mai una volta li lacera via.