Capitolo 9
TREPLIEFF. In un momento. Io devo chiedere a Lei di avere pazienza.
ARKADINA. [Citando da Piccolo villaggio] Mio figlio,
"Tu turn'st che il mio guarda nella mia molta anima;
E là io vedo tale nero granì macchie
Come non lascerà i loro tinct."
[Un corno è soffiato dietro al palcoscenico.]
TREPLIEFF. Attenzione, signore e gentiluomini! Il dramma sta quasi per cominciare.
[Una pausa] Io comincerò. [Lui fornisce la porta con un bastone, e parla
in una voce forte] O, ye tempo-honoured, nebbie antiche che guidano di notte
attraverso la superficie di questo lago, L'accechi i nostri occhi con sonno, e show
noi in nostro sogna che che sarà in due volte dieci milli anni!
SORIN. Non ci sarà niente in due volte dieci milli anni.
TREPLIEFF. Poi ora permetta loro di mostrarci quell'inesistenza.
ARKADINA. Sì, li faccia--noi siamo addormentato.
La tenda sorge. Una vista apre attraverso il lago. La luna appende minimo
sopra dell'orizzonte e è riflesso nell'acqua. NINA, vestito in bianco,
è visto seduto su una grande pietra.
NINA. Tutti gli uomini e bestie, leoni, aquile, e quaglie, cervi maschi cornuti,
oche, ragni, pesce silenzioso che occupa le onde la stella di mare dal
mare, e creature invisibile all'occhio--in una parola, la vita--tutti, tutti
la vita, completando il tondo cupo imposto su lui finalmente è morta fuori.
Milli anni sono passati fin dalla terra l'ultimo foro una creatura vivente
sul suo seno, e l'infelice luna ora accende invano la sua lampada. No
più da molto è gli uggiolare di cicogne sentiti nei prati, o il fuco di
coleotteri nei boschetti di cementa. Tutti hanno freddi, freddi. Tutti sono vuoti, lacuna,
lacuna. Tutti sono terribili, terribili--[Una pausa] I corpi di del tutto vivente
creature hanno lasciato cadere spolverare, e la questione eterna li ha trasformati
in pietre ed acqua e nubi; ma i loro spiriti hanno fluito insieme
in uno, e quel grande mondo-anima è io! In me lo spirito è del
grande Alessandro, lo spirito di Napoleon, di Cesare, di Shakespeare,