Robert W. (Robert William) Chambers
Capitolo 36
Autocontrollo finalmente era andato.
"Io non ascolterò quello!" lei disse, senza fiato; "Io l'ho ascoltato per
dieci anni--finché io posso ricordare. Mi risponda onestamente, il Sig. Tappan!
Io ho che altre donne hanno--biancheria intima di seta e calze--davvero
allacci sui miei vestiti serali--e molto esso? Io ho vestiti appropriati
e pellicce, ed i miei capelli propriamente hanno vestito? Io voglio che Lei risponda; io
faccia il mio esordio questo inverno ed abbia i vestiti io richiedo--e la libertà
quelle ragazze della mia età hanno?" Lei accese Colonnello Mallett: "La libertà
quel Naida ha avuto è tutti che io voglio; il genere di cose Lei le permise di avere
tutti che io chiedo." E facendo appello a Magnelius Grandcourt che stette in piedi mentre aggrottando
i suoi labbra spessi, sbuffati fuori come un piccione di pouter sorpreso: "Suo
figlia Catherine ha più che io chiedo; perché Lei le permette di avere quello che Lei
consideri cattivo per me? _Why_?"
Il Sig. Grandcourt ingoiò molte volte, e parlò in un tono basso a
Joshua Hogg. Ma lui non rispose a Geraldine.
Remsen Tappan diresse il suo viso di ferro verso Colonnello Mallett--ignorando
Le domande di Geraldine.
"Nel cultiwation dell'indiwidool", lui cominciò di nuovo impavidamente,----
"Non c'è qualcuno per rispondermi?" Geraldine chiesto, girando da uno a
un altro.
"Riguardo al cultiwation----"
"Mi risponda!" lei balenò di nuovo. C'erano ferite lacere nella sua voce, ma lei
occhi arsero.
"Il Signorina Seagrave", vecchio frammesso il Sig. Montross seriamente, "io imploro di Lei a
ricordi----"
"Gli permetta di rispondermi prima! Io chiesi a lui un perfettamente la semplice domanda.
Esso--è sciocco per ignorarmi come se io ero un bambino sciocco--come se
Io non conobbi la mia mente."
"Io penso, il Sig. Tappan, forse se Lei potesse dare il Signorina Seagrave un
risposta qualificata alle sue domande--faccia dell'asserzione preliminare--"
cominciato cautamente il Sig. Cray.