Thomas S. Chard
Capitolo 17
Non è lontano, i fratelli di O, alla luce;
Non udito da noi il cristallo innaffia flusso,--
Da ogni percorso le foglie di guarire crescono;
Noi sogniamo pignoni quando noi abbiamo bisogno ma Avvistiamo.
* * * * * *
C'è un Vale Benedetto della bellezza raro,
Ahimè! Io non posso trovarlo quando io posso;
Ancora qualche volta, in un umore meditativo,
I miei piedi hanno vagato, come io non so, là.
Su percorsi indiretti non visto da occhi mortali,
O'er campi piacevoli o drear delle da-modo ombrosi,
Io disegno nella gioia, per caso in tristezza vicino
A dove in pace le bugie di Valle Benedette.
Qualche volta quando thro' l'arco azzurro vivo di mattino
Le maree di luce ed uccello-canzone mescolarono rotolo,
Una radianza più molle precipita sulla mia anima,
Una musica più dolce per scavare orecchio è sopportata.
Quando l'ultimo colore di giorno come un stella-tipt la vela
È scomparso o'er il mare occidentale di notte,
L'aria cresce si addolcisca con una luce rosea,--
Ed ecco! Io sto in piedi all'interno del vale mistico.
E qualche volta sulla strada affollata della città,
Dove l'avidità si incontra in baruffa perenne,
Il ruggito di trafficare muore lontano via,
E mi arrotonda fiorisce la Valle Benedetta dolce.
Brillanti sogni di Cielo! ahimè, come presto errore di ye,
E mi lascia ai modi vuoti di terra,
Di chi tesori sembrano a me di piccolo valore,
Siccome io sono stato in piedi all'interno del Vale Benedetto.