Robert W. (Robert William) Chambers
Capitolo 14
sprezzantemente. "Ma loro non sono; loro sono i grandi auks."
Io suggerii che lui mi permette per esaminarli, e lui rispose,
indifferentemente, che loro erano in una penna nel suo cortile posteriore, e che io ero
libero avanzare circa la casa quando io curai.
Io posai il mio fucile ed impacco sulla veranda, e si affrettò via con mescolato
emozioni fra che spera più predominò. Nessun uomo nel suo
sensi terrebbero due premi così preziosi in una penna nel suo cortile posteriore, io
disputato, ed io ero perfettamente preparato per trovare qualsiasi cosa da un gonfiore a
un pinguino in quella penna.
Io non dimenticherò mai, finché io vivo, il mio stupore dello stupore quando io
venuto all'allegato filo-coperto. Non solo era due grande là
auks nella penna, vivo, respirando, accosciandosi in maestà grossa su loro
letto di mare-erbaccia, ma uno di loro stava contemplando seriamente di recente due
pulcini covati, ogni conto e piedi che si annidarono calmamente all'orlo
di una pozza di sale-acqua, dove alcuno piccolo pesce stava nuotando.
Per un eccitamento di tempo accecato, no, mi assordò. Io tentai di comprendere
che io stavo guardando fisso sugli ultimi individui di un tutti ma estinto
corsa--il risuoli superstiti dell'auk gigantesco che, per trenta anni,
è stato spiegato una creatura estinta.
Io credo che io non trasportai muscolo né squartai finché il sole era andato
in giù e l'oscurità di affollamento annebbiò i miei occhi che tendono e macchiò
il grande, uccelli silenziosi, brillante-dagli occhi da vista.
Anche poi io non potevo lacerarmi via dall'allegato; Io ascoltai
allo strano, nota assonnata dell'uccello maschio, le risposte più deboli di
la donna, le querele sottili dei pulcini, accalcando il suo seno sotto;
Io sentii loro pinna-come, embryotic vola colpendo sonnolentamente come il
uccelli tesero e sbadigliarono i loro becchi e li schiantò, mentre preparando per
sonno.
"Se Lei per favore", venne ad una voce molle dalla porta, la "Sig. Halyard attende