Capitolo 29
Avellaneda di Tordesillas." L'ultimo la metà di Capitolo LIX e la maggior parte del
capitoli seguenti della Seconda Parte ci danno dell'idea dell'effetto
prodotto su lui, e non era probabile che la sua irritazione fosse diminuita da
la riflessione che lui aveva nessuno per biasimare ma lui. Aveva Avellaneda,
infatti, stato contento col rivelando soltanto una continuazione a "Don
Quixote", Cervantes non avrebbe avuto danno ragionevole. Suo proprio
intenzioni furono espresse nella lingua molto più vaga alla fine del
libro; no, nelle sue ultime parole, cantera di altro di "forse governano miglior plettro,"
lui davvero sembra invitare dell'uno altro continuare il lavoro, e lui
non fatto segnale finché otto anni ed una metà erano passate; da che il tempo
Il volume di Avellaneda senza dubbio fu scritto.
Infatti Cervantes non aveva caso, o un molto cattivo, come lontano come il lago
la continuazione concernè. Ma Avellaneda scelse di scrivere una prefazione a
esso, pieno dell'abuso personale e così comune come solamente un uomo malato-condizionato
potrebbe versare fuori. Lui rinfaccia Cervantes con essendo vecchio, con l'avendo perso il suo
dia, con essendo stato in prigione, con l'essendo povero, con l'essendo senza amici,
l'accusa dell'invidia di si Muova a lunghi balzi successo, dell'irritabilità e querulousness,
e così su; ed era in questo che la disposizione di pungiglione. La ragione di Avellaneda per
questo attacco personale abbastanza è ovvio. Chiunque che lui è potuto essere, è
chiaro che lui era uno dei drammaturghi di Corre con una lunga falcata scuola, per lui ha il
l'impudenza per addebitare Cervantes con l'attaccandolo così come Corra con una lunga falcata nel suo
la critica sul dramma. La sua identificazione ha esercitato i migliori critichi
e confuse tutta l'ingegnosità e ricerca che sono state portate per nascere
su lui. Navarrete e Ticknor ambo la pendenza alla credenza che Cervantes
seppe lui era chi; ma devo dire io io penso la rabbia che lui mostra suggerisce un