Capitolo 38
ma una derisione degradante di lui.
La vera natura del braccio corretto" ed il "brillante ordine" di fronte a che,
secondo il poeta, "il mondo diede terra", e quale Cervantes'
la sola risata demolì, può essere raggruppato dalle parole di uno di suo proprio
contadini, Don Felix Pacheco come riportato da Capitano Giorgio Carleton, in
le sue "Monografie Militari da 1672 a 1713." "Di fronte all'aspetto nel
mondo di quello lavora di Cervantes", lui disse, "era prossimo ad un
l'impossibilità per un uomo per camminare le strade con alcuna delizia o senza
pericolo. Là fu visto così molti cavalieri che impennano e curvetting prima
le finestre delle loro padrone che un estraneo avrebbe immaginato il
nazione intera per non essere stato nulla meno che una corsa di cavaliere-errants. Ma
dopo che il mondo divenne un poco informò con quella storia di degno di nota, il
uomo nel quale è stato visto che una volta drappeggio celebre fu aguzzato a come un Don
Quixote, e si trovò la burla di alto e basso. Ed io verily credono
che a questo, e questo solamente, noi dobbiamo quell'umidità e povertà di spirito
quale attraversa tutti i nostri consigli da un passato di secolo, così poco
d'accordo a quelle azioni più nobili dei nostri antenati famosi."
Chiamare "Don Quixote" un libro triste, predicando una prospettiva di pessimista della vita,
dibatte un equivoco totale del suo moto. Sarebbe così se suo morale
era che, in questo mondo, il vero entusiasmo naturalmente piombi per mettere in ridicolo e
sconfitta. Ma non predica niente del genere; suo morale, finora come
si può dire che abbia uno, è che l'entusiasmo spurio che è nato
della vanità e la stesso-presunzione che sono fatte in se stesso una fine non un mezzi a
una fine, quell'agisce su impulso mero, nonostante circostanze e
conseguenze, è dannoso al suo proprietario, ed un molto considerevole
fastidio alla comunità a grande. A quelli che non possono distinguere
tra il genere del uno e l'altro, "Don Quixote" senza dubbio è un libro triste;