Capitolo 52
SU ROCINANTE
Io sono quel Rocinante fa--,
Gran-nipote di grande Babie--,
Chi, tutto per essere magro e bon--,
Aveva un Don Quixote per un proprio--;
Ma se io fossi uguale bene a lui in debole--,
Io non presi mai terreni di proprietà comune corti miti--,
Ma si tenne nel mais da furto--,
Un trucco che io ho imparato da Lazaril--,
Quando con un pezzo di paglia così pulito--
L'uomo cieco del suo vino lui l'inganno--.
ORLANDO FURIOSO
A Don Quixote di La Mancha
SONETTO
Se tu l'arte non un Pari, pari tu il hast nessuno;
Fra milli Pari tu l'arte un pari;
Né è stanza per uno là quando tu l'arte vicino,
Vincitore invitto, il grande unconquered uno!
Orlando, da Angelica soppresso l'effetto di una modifica,
È io; o'er mari distanti condannarono a governare,
Ed agli altari di Fama come un orso di offerta
Valore rispettato da Oblio.
Io non posso essere thy rivaleggiano con, per la fama di thy
Ed aumento di prodezza soprattutto la rivalità,
Benché ambo orbarono delle intelligenze noi andiamo.
Ma, sebbene lo Scythian o la Brughiera per addomesticare
Non era thy tirano a sorte, ancora tu dost mi emulano:
Amore ci lega in un'amicizia del dolore.
IL CAVALIERE DI PHOEBUS
A Don Quixote di La Mancha
La mia spada non sarebbe comparata con thine
Phoebus della Spagna, meraviglia di cortesia,
Né con thy braccio famoso questa il mano di mia
Quel smote da est ad ovest come mosca di lampi.
Io disprezzai ogni impero, e quella monarchia
Il roseo est tenne fuori me si dimetta
Per un sguardo dell'occhio di Claridiana,
La brillante Aurora per il cui amore che io languisco.
Un miracolo di costanza il mio amore;
E bandì dalla sua crudeltà spietata,
Questo braccio ha può l'ira di Inferno per addomesticare.
Ma, Quixote Gotico, più felice tu dost provano,
Per tu dost vivono nel nome di Dulcinea,
E famoso, honoured, saggio che lei vive in thee.
DA SOLISDAN
A Don Quixote di La Mancha
SONETTO
Le Sue fantasie, Signore Quixote, è vero,
Quell'il cervello matto di Suo ha sconvolto completamente,