Capitolo 11
fatto noi vedemmo né libro né stanza,: ma noi ricordiamo molto bene, il
donna di casa ed io, che su andare via, il vecchio briccone disse in una voce forte
che, per un rancore privato lui dovette il proprietario dei libri e la stanza,
lui aveva fatto danno in quella casa che sarebbe scoperta fra breve: lui
anche disse che il suo nome era il Munaton Saggio."
"Lui ha dovuto dire Friston", Don Quixote detto.
"Io non so se lui si chiamò Friston o Friton", disse il
donna di casa, "io so solamente che il suo nome finì con 'la tonnellata.'"
"Quindi fa", Don Quixote detto, "e lui è un mago saggio, un grande nemico
del mio che ha un dispetto contro me perché lui sa dalle sue arti e sapere
che in lavorazione di tempo io sono prendere parte nel solo combattimento con un cavaliere
chi lui aiuta e che io sono conquistare, e lui sarà incapace a
gli impedisca; e per questa ragione lui endeavours per farmi tutte le svolte malate
che lui può; ma io glielo faccio una promessa sarà duro per lui per opporre o evitare
quello che è decretato da Cielo."
"Chi dubita quello?" detto la nipote; "ma, zio che La mescola su in questi
dispute? Lo non sia migliore rimanere alla pace nella Sua propria casa
invece di errare il mondo che guarda meglio per impanato che mai venne di
grano, non riflettendo mai quello molti vanno per lana e ritornano spogliato?"
"Oh, nipote del mio", Don Quixote risposto "quanto fuori strada l'arte tu in
calcolo di thy: prima loro mi spogliano io avrò strappato via e mi sarò spogliato
via le barbe di tutti che osano toccare solamente la punta di un il capelli di miei."
I due erano non disposti per fare alcuna ulteriore risposta, come loro videro che il suo
rabbia stava facendo accendere.
In corto, lui rimase molto quietamente poi, a casa quindici giorni senza
mostrando alcuni segnali di un desiderio di prendere su coi suoi primi inganni, e
durante questa volta lui contenne discussioni vivaci coi suoi due pettegolezzi, il
curato ed il barbiere, sul punto lui mantenne, quello cavaliere-errante