Capitolo 15
giganti più mostruosi li presentano, tutto di chi che io voglio dire impegnare in
battaglia ed uccide, e con cui i bottini noi cominceremo a fare nostro
fortune; per questo guerra retta è, e è il buon servizio di Dio a
scopi così cattivo una razza da via la faccia della terra."
"Che giganti?" Sancho Panza detto.
"Quelli tu il seest là", rispose a suo padrone, "con le braccio lunghe e
alcuni li hanno quasi due leghe lungo."
"Guardi, la Sua adorazione", Sancho detto; "cosa noi vediamo non ci sono giganti ma
mulini a vento, e quella che sembra essere le loro braccio è le vele dalle quali hanno girato
il vento fa la macina andare."
"È facile vedere", Don Quixote risposto "che tu l'arte non usato a questo
affari di avventure; quelli sono giganti; e se tu l'arte impaurito, via
con thee fuori di questo e condursi thyself a preghiera mentre io li impegno in
combattimento fiero e disuguale."
Dicendo quindi, lui diede l'incitamento al suo destriero Rocinante, disattento degli uggiolare
il suo gentiluomo di campagna che Sancho ha spedito dopo lui, mentre avvertendolo che più certamente loro
era mulini a vento e non giganti che lui stava per attaccare. Comunque, lui era così
positivo loro erano giganti che lui né sentì gli uggiolare di Sancho, né
percepito, vicino come lui era, quello che loro erano, ma fece a loro gridando,
"Non voli, codardi ed esseri vili, per un solo cavaliere L'attacca."
Un disdegni brezza a questo momento saltò su, e le grandi vele cominciarono
si muove, mentre vedendo Don Quixote esclamò quale, "Sebbene ye fioriscono più braccio
che il Briareus gigante, ye devono calcolare con me."
Dicendo quindi, e lodandosi con tutto il suo cuore alla sua signora
Dulcinea, implorandola di sostenerlo in tale pericolo con lancia in
resto e coprì dal suo piccolo scudo rotondo, lui aggredì il più pieno galoppo di Rocinante
e precipitò sul primo mulino che è stato in piedi di fronte a lui; ma come lui guidò
la sua lancia-punto nella vela il vento lo girò rotondo con tale forza