Capitolo 2
di tutti i libri di qualche genere che è stato scritto, e così, come
qualche cosa singolare nella sua linea, dovrebbe essere perdonato."
"Vero", detto il curato; "e per quella ragione lasciata la sua vita sia risparmiato per
il presente. Ci permetta di vedere quell'altro quale è prossimo a lui."
"È", detto il barbiere, "il 'il de di Sergas Esplandian', il figlio legale di
Amadis di Gaul."
"Poi il verily", detto il curato, "il merito del padre non deve essere messo
in giù al conto del figlio. Lo prenda, donna di casa di padrona; apra il
finestra e lancio esso nel recinto e posò la fondazione del palo per
il falò noi siamo fare."
La donna di casa rispettò con grande soddisfazione, ed il degno
"Esplandian" andò volando nel recinto per attendere con ogni pazienza il
fuoco che era in negozio per lui.
"Proceda", detto il curato.
"Questo che viene seguente", detto il barbiere, "è 'Amadis della Grecia', e,
effettivamente, io credo tutti quelli su questo lato è dello stesso lignaggio di Amadis."
"Poi al recinto con l'intero di loro", detto il curato; "per avere
il che brucia di Regina Pintiquiniestra, ed il pastore Darinel ed il suo
egloghe, ed i bedevilled e dissertazioni coinvolte del suo autore, io
bruci con loro il padre che mi generò se lui stesse andando circa in
la sembianza di un cavaliere-errante."
"Io sono della stessa mente", detto il barbiere.
"E così è io", aggiunse la nipote.
"In quel caso", detto la donna di casa, "qui, nel recinto con loro!"
Loro furono dati a lei, e come là molti di loro erano, lei risparmiò
lei la scala, e flung loro in giù fuori della finestra.
"Chi è quello metta in un tino là?" detto il curato.
"Questo", disse il barbiere, "è 'Don il de di Olivante Laura.'"
"L'autore di quel libro", detto il curato, "era lo stesso quello scrisse 'Il
Giardino di Fiori', e non c'è veramente decidendo quale dei due libri
è il più veritiero, o, metterlo meglio, il meno bugiardo; tutti che posso dire io
è, spedisca questo uno nel recinto per un sciocco che pavoneggia."