Capitolo 3
"Questo che segue è 'Florismarte di Hircania,' " detto il barbiere.
"Senor Florismarte qui?" detto il curato; "poi dalla mia fede lui deve prendere
sui suoi trimestri nel recinto, nonostante la sua nascita di marvellous e
avventure visionarie, per la rigidezza e l'aridità del suo stile meriti
nulla altro; nel recinto con lui e l'altro, padrona
donna di casa."
"Con tutto il mio cuore, senor", disse lei, ed eseguì l'ordine con grande
delizia.
"Questo", disse il barbiere, "è Il Cavaliere Platir.'"
"Un vecchio libro che", disse il curato, "ma io non trovo ragione per la clemenza
in lui; lo spedisca dopo gli altri senza appello; " quale era fatto.
Un altro libro fu aperto, e loro videro fu intitolato, "Il Cavaliere del
Attraversi."
"Nell'interesse del nome santo questo libro ha", detto il curato, "suo
è probabile che l'ignoranza sia scusata; ma poi, loro dicono, 'c'è dietro alla croce
il diavolo; al fuoco con lui."
Prendendo in giù un altro libro, disse il barbiere, "Questo è 'Lo Specchio di
Cavalleria.'"
"Io conosco la sua adorazione", detto il curato; "quello è dove Senor Reinaldos di
Montalvan figura coi suoi amici e camerata, i più grandi ladri che
Cacus, ed i Dodici Pari della Francia con lo storico verace
Turpin; comunque, io non sono per condannarli a più che perpetuo
bando, perché, in ogni caso, loro hanno dell'azione nell'invenzione
del Matteo Boiardo famoso da cui anche il poeta cristiano Ludovico
Ariosto tessè il suo web, a chi se io lo trovo qui, e parlando alcuno
lingua ma suo proprio, io non mostrerò rispetto qualunque cosa; ma se lui parla
sua propria lingua io lo metterò sulla mia testa."
"Bene, io l'ho in italiano", disse il barbiere, "ma io non capisco
lui."
"Né lo può è bene che Lei dovrebbe capirlo", detto il curato,
"e su quel risultato noi avremmo scusato il Capitano se lui non avesse avuto
lo portato nella Spagna e lo trasformò in Castigliano. Lui lo rubò di un
grande quantità della sua naturale forza, e così fa tutti quelli che tentano di girare