Capitolo 18
disavventura era precipitare in con Lei chi vanno alla ricerca di avventure."
"Cose non fanno tutti accada nello stesso modo", Don Quixote risposto; "esso tutti
venuto, Signore Scapolo Alonzo Lopez, della Sua andata come Lei faceva, da notte,
vestito in quelli surplices, con torce illuminate pregando, coperto con
piangendo, così che naturalmente Lei sembrò qualche cosa cattivo e del
altro mondo; e così io non potessi evitare fare il mio dovere nell'attaccarLa, e
Io avrei dovuto attaccare Lei uguaglia mi avuto saputo positivamente che Lei sia il
molti diavoli di inferno, per tale io certamente credei e La presi per essere."
"Come il mio fato ha lo voluto così", detto lo scapolo, "io l'imploro, signore
cavaliere-errante la cui commissione è stata tale cattivo per me, aiutarmi
ottenere da sotto questo mulo che contiene una delle mie gambe prese fra il
staffa e la sella."
"Io avrei parlato su fino ad a-domani", Don Quixote detto; "quanto tempo era
Lei che va ad aspettare prima di dirmi della Sua angoscia?"
Lui subito chiamato a Sancho che, comunque, non aveva nessuna mente per venire, come lui era
solo poi prese parte nello scaricare un mulo di sumpter, bene caricato con vettovaglia,
quale questi gentiluomini degni avevano portato con loro. Sancho fece una borsa di
il suo cappotto, e, ottenendo insieme che tanto quanto lui, poteva, e come la borsa
tenga, lui caricò la sua bestia, e poi si affrettò rispettare la chiamata di suo padrone,
e l'aiutò a rimuovere lo scapolo da sotto il mulo; mettendo poi
lui sulla sua schiena lui gli diede la torcia, e Don Quixote l'offrì segua
la pista dei suoi compagni, ed implora perdono di loro da parte sua per il
male che lui non poteva aiutare facendoli.
E Sancho detto, "Se questi gentiluomini dovessero volere per caso sapere chi
era l'eroe che li ha serviti così, la Sua adorazione può dirloro che lui è
il Don Quixote famoso di La Mancha, altrimenti chiamò il Cavaliere del
Espressione addolorata."
Lo scapolo prese poi la sua partenza.