Capitolo 35
fu scritto in un nota-libro, e che le direzioni di suo padrone erano quelle
lui lo deve ha copiato su carta al primo villaggio al quale lui è venuto. Su
questo disse il curato se lui lo mostrasse a lui, lui lui farebbe una fiera
copia di lui. Sancho mise la sua mano nel suo petto in ricerca del nota-libro
ma non poteva trovarlo, né, se lui ora stesse percorrendo fino a che, poteva lui
l'ha trovato, per Don Quixote l'aveva tenuto, e non l'aveva dato mai a
lui, né aveva lui lui pensiero di chiederlo. Quando Sancho scoprì
lui non poteva trovare il libro che la sua faccia è cresciuta mortale pallido, ed in grande alacrità
lui sentì di nuovo il suo corpo del tutto finito, e vederlo chiaramente era non essere
fondi, senza più ado lui afferrò la sua barba con ambo dà e strappò
via la metà di lui, e poi, come rapido come lui poteva e senza fermarsi,
si dato mezzo una dozzina ammanetta sulla faccia ed annusa fino a loro era
bagnato in sangue.
Vedendo questo, il curato ed il barbiere chiesti a lui quello che l'era successo
che lui si diede tale trattamento grezzo.
"Cosa dovrebbe succedermi?" Sancho risposto, "ma avere perso da una mano
all'altro, in un momento tre asino-puledri, ognuno di loro piace un castello?"
"Come è quello?" detto il barbiere.
"Io ho perso il nota-libro", Sancho detto al "quale ha contenuto la lettera
Dulcinea, ed un ordine firmò da mio padrone nel quale lui diresse sua nipote
distribuirmi tre asino-puledri di quattro o cinque lui aveva a casa; " e lui
poi li disse sulla perdita di Chiazzi.
Il curato lo confortò, mentre dicendogli che quando suo padrone fu trovato lui
lo trovi per rinnovare l'ordine, e faccia una cambiale fresca su carta, come era
solito e consueto; per quelli fatti in quaderni non fu accettato mai o
honoured.
Sancho si confortò con questo, e detto se quello fosse così la perdita di
La lettera di Dulcinea non l'agitò molto, per lui pressocché l'aveva da
cuore, e potrebbe essere preso dovunque ed ogni qualvolta in giù da lui loro
piaciuto.