Capitolo 45
mi mostri prove delle cose che io ho fatto quando l'adattamento terribile
overmasters io; e tutti che io posso fare sono lamentare invano il mio destino, ed inattivamente la maledizione
il mio destino, e supplica per pazzia mia dicendo come fu causato, ad alcuno
quella cura per sentirlo; per nessuno esseri ragionevoli su imparare la volontà di causa
si chieda agli effetti; e se loro non possono aiutarmi almeno loro non vogliono
mi biasimi, e la ripugnanza loro sentono ai miei modi selvatici girerà in
compatisca per i miei dolori. Se è, i signori, che Lei è qui con lo stesso disegno
come altri wah sono venuti, prima che Lei procede coi Suoi argomenti saggi, io
L'implori per sentire la storia delle mie sfortune innumerevoli, per forse
quando Lei l'ha sentito Lei si risparmierà il guaio che Lei può
prenda nel proporre la consolazione a dolore che è oltre la portata di lui."
Come loro, ambo di loro non desiderarono niente più di sentire da suo proprio
labbra la causa della sua sofferenza, loro l'implorarono per dirlo, mentre promettendo
non fare qualsiasi cosa per il suo sollievo o conforto che lui non ha desiderato; e
quindi l'infelice gentiluomo cominciò la sua storia triste in quasi lo stesso
parole e maniera nelle quali lui l'aveva riferito a Don Quixote ed il
capraio alcuni giorni prima, quando, attraverso Elisabad Master, e Don
L'osservanza scrupolosa di Quixote di quello che era dovuto a cavalleria, la storia era
andato via non finito, come già ha registrato questa storia; ma ora
fortunatamente l'adattamento arrabbiato tenne via, gli permise di dirlo alla fine; e
quindi, venendo all'incidente della nota nel quale Don Fernando aveva trovato
il volume di "Amadis di Gaul", disse Cardenio che lui lo ricordò
perfettamente e che era in queste parole:
"Luscinda a Cardenio.
"Ogni giorno io scopro meriti in Lei quell'obblighi e mi costringa per tenerLa
in preventivo più alto; quindi se Lei desidera alleviarmi di questa obbligazione
senza costo al mio honour, Lei può fare facilmente, così. Io ho un padre che