Capitolo 4
parole seguenti a Lothario.
"Tu mayest suppongono, Lothario il mio amico, che io sono incapace per dare
sufficiente grazie per il favours Dio mi ha reso nel farmi il
figlio di tali genitori come il mio sia, e dando su me senza avaro
mano quello che è chiamato i regali di natura così come quelli della fortuna, e
soprattutto per quello che lui ha fatto nel darmi thee per un amico e Camilla
per una moglie--due tesori che io valuto, se non come estremamente come io devo, a
il meno come estremamente come io sono capace. Ed ancora, con tutti queste buone cose che
è comunemente tutti che uomini hanno bisogno di abilitarli per vivere felicemente, io sono il
di più scontentò ed uomo insoddisfatto nel mondo intero; per, io so
non quanto tempo fin da, mi è stato molestato e sono stato oppresso da un desiderio così
strano e così insolito, che io mi chiedo a me e biasimo e sgrida
io quando io sono da solo, e si sforza di soffocarlo e nasconderlo da mio proprio
pensieri, e senza il migliore successo che se io fossi endeavouring
intenzionalmente pubblicarlo a tutto il mondo; e come, in corto, deve
esca, io lo confiderei a thy custodia sicura, sentendosi sicuro che da
questo vuole dire, e da prontezza di thy come un vero amico per permettersimi assistenziale, io
troverà presto io liberai dall'angoscia mi provoca, e quel thy
cura mi darà felicità nello stesso grado come mia propria follia ha causato
io il disagio."
Le parole di Anselmo colpirono Lothario con stupore, incapace come lui era
congetturare il senso di tale lungo il preambolo; e sebbene è
si sforzò di immaginare che desiderio potesse essere che così agitato il suo amico,
le sue congetture erano del tutto lontano dalla verità, ed alleviare l'ansia
quale questa perplessità stava provocandolo, lui gli disse lui stava facendo un
l'ingiustizia flagrante alla loro grande amicizia nel cercare indiretto
metodi di confidare a lui i suoi pensieri più ignoti, per lui seppe bene lui
calcolerebbe sul suo consiglio nel deviarli, o il suo aiuto nel portare