Capitolo 78
"Nel nome di Dio, poi senor", Don Quixote risposto; "se quello è così, io
Lei ha sa che io sono tenuto incantato in questa gabbia dall'invidia e
frode di cattivi incantatori; per la virtù è perseguitato più dal cattivo
che amò dal buono. Io sono un cavaliere-errante, e nessuni di quelli cui
la nomi Fama non ha pensato mai ad immortalising nel suo record, ma di quelli
chi, in sfida e nonostante l'invidia stessa, e tutti i maghi che
Persia, o Brahmans che l'India, o Gymnosophists che l'Etiopia mai
prodotto, metterà i loro nomi nel tempio dell'immortalità, servire
come esempi e modelli per secoli per venire, da che cosa cavaliere-errante può vedere
i passi nei quali loro devono calcare se loro raggiungessero la cima
e punto sommo di honour in braccio."
"Quello che dice" Senor Don Quixote di La Mancha, osservò il curato, "è il
verità; per lui va incantato in questo carrello, non da alcuna colpa o peccati di
il suo, ma a causa della malevolenza di quegli a chi la virtù è odiosa e
valore odioso. Questo, senor è il Cavaliere dell'Espressione Addolorata, se
Lei mai l'ha sentito chiamò cui conseguimenti coraggiosi e possente
atti saranno scritti su ottone durevole e marmo imperituro,
ciononostante tutti gli sforzi dell'invidia di oscurare loro e la malevolenza a
li nasconda."
Quando il canone sentì il prigioniero e l'uomo che erano alla libertà,
parli in tale sforzo lui era pronto attraversarsi nel suo stupore,
e non poteva estendere quello che era successo lui; e tutti i suoi compagni erano
nello stesso stato dello stupore.
A questo punto Sancho Panza che aveva disegnato vicino sentire la conversazione,
detto per fabbricare piano tutto, "Bene i signori, può piacergli o
antipatia quello che dirò io, ma il fatto della questione è, mio padrone,
Don Quixote, è nel momento in cui molto incantato come mia madre. Lui è in suo pieno
sensi, lui mangia e lui beve, e lui ha le sue chiamate piacere gli altri uomini e come
lui aveva ieri, prima che loro lo misero in gabbia. E se quello è il caso, quello che fa