Capitolo 19
chiuda; su vedere quale, Don Quixote, uguagli là dove era lui, non faceva
dimentichi di comportarsi come sentinella, e detto in un tono forte ed imperioso,
"Cavalieri, o gentiluomini di campagna, o ye purchessia è, ye hanno nessuno diritto bussare al
cancelli di questo castello; per lui abbastanza è semplice che loro chi sono fra è
uno addormentato, altrimenti non è nell'abitudine di gettare aperto la fortezza
finché i raggi del sole sono diffusi sulla superficie intera della terra.
Prelevi ad una distanza, ed aspetti fino a lui è luce del giorno larga, e poi noi
vedrà se sarà corretto o non aprire a Lei."
"Quello che la fortezza di diavolo o castello è questo", disse uno, farci stare in piedi
su tale cerimonia? Se Lei è il locandiere li offra apra a noi; noi siamo
viaggiatori che solamente vogliono alimentare i nostri cavalli e seguire, per noi siamo in
alacrità."
"Pensa, gentiluomini, che io sembro un locandiere?" Don detto
Quixote.
"Io non so quello che Lei sembra, rispose l'altro; "ma io so quello
Lei sta discorrendo sciocchezze quando Lei chiama questa locanda un castello."
"Un castello che è", Don Quixote ritornato "no, più, uno del meglio in
questa provincia intera, e ha all'interno di lui persone che hanno avuto lo scettro
nella mano e la corona sulla testa."
"Sarebbe migliore se fosse l'altro modo", detto il viaggiatore, "il
scettro sulla testa e la corona nella mano; ma in tal caso, può essere è là
con chi è una cosa comune da avere all'interno di della società di giocatori,
quelle corone e scettro Lei parla di; per in tale piccola locanda come questo,
e dove tale silenzio è tenuto, io non credo alcune persone intitolate a
corone e scettro ha potuto prendere sui loro trimestri."
"Lei sa ma poco del mondo", Don Quixote ritornato "da quando Lei è
ignorante di quello nel quale comunemente accade cavaliere-errantry."
Ma i camerata del portavoce, crescendo stanco del dialogo con Don
Quixote, rinnovato le loro bussate con la grande veemenza, così molto così che il