Capitolo 16
sogni detti da uomini svegliati da sonno, o piuttosto ancora mezzo addormentato."
"Quello è un altro errore", Don Quixote risposto "nel quale hanno molti
precipitato chi non credono che c'erano mai tali cavalieri nel mondo,
ed io spesso ho, con persone vari e su occasioni vari, sperimentato a
metta in mostra errore quasi universale questo alla luce della verità. Qualche volta io
non ha avuto successo nel mio scopo, qualche volta io ho, mentre sostenendolo
sulle spalle della verità; quale verità è così chiara che io posso
pressocché dica io ho coi miei propri occhi visti Amadis di Gaul di che era un uomo
statura alta, carnagione chiara con un bello sebbene barba nera, di un
approvi fra gentile ed austero in espressione, risparmiando di parole,
lento a rabbia, e rapido metterlo via da lui; e come io ho dipinto
Amadis, così io potevo, io penso, ritraggo e descrivo tutto il cavaliere-errante
quelli sono in tutte le storie nel mondo; per dalla percezione io ho
che loro erano quelli che descrivono le loro storie, e dagli atti loro facevano
e le disposizioni che loro hanno esposto, è possibile, con l'aiuto di
sondi filosofia, dedurre le loro caratteristiche, carnagione, e statura."
"Come grande, nell'opinione della Sua adorazione, i Morgante giganti sono stati,
Senor Don Quixote?" chiesto al barbiere.
"Con riguardo a giganti", Don Quixote risposto, "opinioni differiscono come a
se c'era mai alcuno o non nel mondo; ma il Sacre scritture Santo,
quale non può errare da un iota dalla verità, ci mostra che c'era, quando
ci dà la storia di quel grande Filisteo, Goliath che era sette
cubiti ed una metà in altezza che è una taglia enorme. Similmente, nel
isola della Sicilia, là è stato trovato gamba-ossa e braccio-ossa così grandi
che la loro taglia lo fa piano che i loro proprietari erano giganti, e come alto
come le grandi torri; la geometria mette questo fatto oltre un dubbio. Ma, per tutti
che, io non posso parlare con certezza come alla taglia di Morgante, sebbene io