Capitolo 31
mi terrorizzi anche; quindi, venga, io aiuterò thee su dove tu appassisca."
Mentre Don Quixote aspettò Sancho per montare nell'albero di sughero lui del
Specchi presero tanta terra quanto lui, e, supponendo
Don Quixote per avere fatto lo stesso, senza aspettare alcun suono di
tromba o altro segnali dirigerli, lui spinse il suo cavallo che era
non più agile o buono-guardando di Rocinante, ed alla sua velocità di cima,
quale era un trotto facile, lui procedè addebitare il suo nemico; vedendolo,
comunque, occupato nel mettere Sancho su, lui disegnò redine, e si arrestò in mezzo
vada di carriera per che il suo cavallo era molto grato, come lui era già incapace
andare. Don Quixote, immaginando che il suo nemico stava venendo in giù su lui
volando, gregge i suoi incitamenti affiancano vigorosamente nel magro di Rocinante e fecero
lui lo scud lungo in tale stile che la storia ci dice che su questo
causi solamente era lui noto fare qualche cosa come gestione, per su tutti
altri era un semplice trotto con lui; e con questa furia ineguagliata lui
annoi in giù dove lui degli Specchi stati in piedi, mentre scavando i suoi incitamenti nel suo cavallo
su a bottoni, senza essere capace farlo mescoli la lunghezza di un dito da
la macchia dove lui era entrato ad una sosta nel suo corso. A questo fortunato
momento e crisi, Don Quixote venne sul suo avversario, in guaio con
il suo cavallo, ed imbarazzato con la sua lancia che lui non poteva o
maneggi, o non aveva durata a posi nel resto. Comunque, Don Quixote pagò nessuno
attenzione a queste difficoltà, e nella sicurezza perfetta a lui e
senza alcun rischio l'incontrò degli Specchi con tale forza che lui
lo portato alla terra nonostante lui su gliel'anche di sue
cavallo, e con così pesante una caduta che lui ha posato ad ogni aspetto morto, non
mano eccitante o piede. Il Sancho immediato lo vide precipitare lui scivolò in giù da
l'albero di sughero, e fece ogni alacrità a dove era suo padrone che,
smontando da Rocinante, andò e lo sopportò su degli Specchi, e